Campania, De Luca sospende i ricoveri non urgenti. De Magistris: “Intervenga la magistratura”

L’ex Pm: “Chi ha soldi troverà  il modo di curarsi altrove e chi non ha denaro può ammalarsi o morire, per colpa di chi non è¨ palesemente in grado di tutelare la salute pubblica, può evidenziare anche un nesso di causalità  con malattie e morti”

Un ulteriore attacco al diritto alla tutela della salute. Il governatore della Campania ha ordinato la sospensione, da Lunedì 10 gennaio dei ricoveri programmati sia medici che chirurgici nelle strutture sanitarie pubbliche. Potranno essere effettuati solo ricoveri con carattere d’urgenza non differibili provenienti dal Pronto Soccorso o per trasferimento da altri ospedali.

La sospensione riguarda tutte le attività di specialistica ambulatoriale, nelle stesse strutture, che non siano caratterizzate da urgenza o indifferibilità (attività  ambulatoriali per le prestazioni di oncologia, oncoematologia, dialisi e radioterapia e attività  di screening oncologico).

Il personale liberato dalla gestione ordinaria sarà destinato all’attività  di ricovero e trattamento dei pazienti Covid.

Luigi de Magistris

Sulla decisione del governatore di sospendere i ricoveri di tutti i pazienti per ogni tipo di patologia ad eccezione del Covid assunta dal governatore della Campania è intervenuto l’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

E’ auspicabile – afferma l’ex sindaco – che sia la magistratura a valutare la sussistenza di condotte che potrebbero mettere in pericolo la salute pubblica della popolazione campana. Dopo due anni di pandemia, con tutte le risorse economiche, i poteri emergenziali e il tempo avuto a disposizione per realizzare strutture e assumere personale – aggiunge – non possono essere prive di valutazione, anche in sede penale, queste gravi condotte, già  assunte ad inizio pandemia, che mettono a rischio la salute di decine di migliaia di persone in Campania”.

De Magistris prosegue dicendo che “dopo due anni di tempo sprecato, si ha il diritto, tutelato dagli articoli 3 e 32 della Costituzione, di ottenere da parte delle autorità  sanitarie regionali competenti per legge la cura di tutte le patologie, a cominciare, ovviamente, ma non solo, dal covid. L’impossibilità  della prevenzione e della cura, in strutture sanitarie pubbliche, che causa anche una discriminazione di classe, in base alla quale chi ha soldi troverà  il modo di curarsi altrove e chi non ha denaro può ammalarsi o morire, per colpa di chi non è¨ palesemente in grado di tutelare la salute pubblica, può evidenziare anche un nesso di causalità  con malattie e morti”.

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