A fianco del governatore sindaci, associazioni di rappresentanza sociale e sindacati
Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca organizzando, insieme a 700 sindaci della Campania e della Puglia, a grande manifestazione a Roma contro l’autonomia differenziata e il blocco dei fondi per il Sud, ha sostanzialmente smascherato l’ambiguità dei vertici nazionali del partito democratico sui problemi delle regioni meridionali e tirato giù il velo sull’accordo consociativo tra Elly Schlein e Giorgia Meloni. Un accordo scellerato in politica estera, sull’invio di armi in Ucraina e il sostegno alle criminali azioni del governo israeliano contro il popolo palestinese, il sostanziale accordo sull’autonomia differenziale e la modifica della Costituzione e della legge elettorale.

Il governatore rimane un forte punto di riferimento istituzionale e politico sostenuto da un grande movimento trasversale composto da forze politiche, associazioni di rappresentanza sociale e forze sindacali. La vera opposizione al governo fascisteggiante di Giorgia Meloni. A fianco di De Luca le fasce tricolori che godono di grande stima e sostegno popolare come il sindaco di Bacoli, Josi della Ragione. Assente alla manifestazione il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, scelta politica opportunistica. Al corteo romano era presente l’assessore Teresa Armato. Evidentemente Manfredi non intende inimicarsi i vertici del partito.

“Non siamo delinquenti. Vogliamo solo difendere le nostre comunità. È un insulto bloccare, da più di un anno, miliardi di euro destinati alle città della Campania. È un insulto che il Governo non abbia ricevuto il Presidente della Regione Campania, ed i Sindaci della Campania e della Puglia, che, ieri mattina, nella Capitale, rappresentavano milioni di persone – sottolinea Della Ragione – È un insulto esasperare chi governa ogni giorno il proprio comune. È un insulto l’Autonomia Differenziata, che spacca le gambe al Meridione. È insulto impoverire, sempre più, le nostre terre. È insulto tagliare servizi pubblici per le nostre comunità. È insulto bloccare i fondi FSC, che ci impediscono di avviare cantieri, che ci impediscono di pagare ditte che hanno svolto lavori per il territorio. È un insulto trattarci come delinquenti, inefficienti, inoperosi. È insulto affermare “anziché manifestare, pensassero a lavorare”. È un insulto gravissimo. In primis, perché manifestare è un diritto. Un diritto sacrosanto”

“E poi perché, in strada, c‘erano i primi rappresentanti delle comunità locali. Ed eravamo lì perché, senza soldi, e con continui blocchi e tagli, lavorare per garantire uno Stato che funziona, diventa impossibile – continua Della Ragione – E allora, perché nessuno parla di questi insulti? Infine, con il dovuto garbo istituzionale, mi si consenta un’ultima riflessione. Esiste un termine in lingua napoletana, molto intenso. Poetico. “Strunzià”. “Strunziare quaccuno”. Ossia, prendere in giro il proprio interlocutore. Bene. Ascoltateci molto bene. Noi sindaci, per le nostre città, ci danniamo l’anima. “Jettamm ‘o sanghe”. Ogni giorno. E non permetteremo a nessuno di mortificare la nostra gente, le nostre terre. Non permetteremo a nessuno di “strunziare” i figli di Napoli, della Campania, del Sud Italia. Difenderemo il futuro del popolo meridionale, con ogni energia. Ed essere stato lì, ieri mattina, a Roma, per portare la voce del popolo di Bacoli, è stato un dovere civico, morale, istituzionale. Un grande orgoglio. Un onore. Dateci ciò che è nostro. Ascoltate le reali esigenze del Sud Italia. Solo così può ripartire il dialogo istituzionale. Non è carità. Ma rispetto. Insieme, siamo più forti. Un passo alla volta“.

Sulla stessa lunghezza d’onda Umberto De Gregori, presidente dell’Ente Autonomo Volturno: “Qui c’è in gioco il destino del sud. Dei nostri figli, del nostro futuro. E’ il momento di dire basta! D’altronde se oggi siamo messi male , domani i nostri territori con i nuovi tagli alla sanità, ai trasporti ed ai servizi verrebbero distrutti definitivamente – evidenzia De Gregorio – Il disegno di legge del federalismo fiscale è solo l’ultimo atto di una politica che va avanti da 20 anni. Sono 20 anni che lo Stato centrale taglia i fondi e sposta la imposizione fiscale dal centro alla periferia a tutto vantaggio delle regioni ricche con contribuenti ricchi. Ora è il momento che il Sud si ribelli ed alzi la voce! – afferma De Gregorio.
Il governatore della Campania non molla. Rimanda al mittente gli attacchi e le strumentalizzazioni alimentate dagli esponenti della destra.
“Hanno fatto uscire un fuori onda, mentre ero a Montecitorio a bere un bicchiere d’acqua. Su una cosa detta a mezza voce, oggi ci sono i titoli principali dei giornali. Siamo alla follia. Siamo in un Paese malato di conformismo e opportunismo e in cui l’opinione pubblica sembra aver perso la ragione critica. Ci si è ridotti a un titolo su una battuta”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, torna sulla questione dell’offesa formulata ieri all’indirizzo del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, mentre era alla Camera dei deputati.
“Il vero insulto non è quello mio alla Meloni, ma quello che è stato fatto dal Governo a voi operatori culturali, che non potete programmare per i ritardi che abbiamo accumulato”. ha continua De Luca, “Ho parlato ieri a piazza Santi Apostoli per un’ora e non ho offeso nessuno. Hanno fatto uscire un fuori onda, mentre ero a Montecitorio a bere un bicchiere d’acqua. Su una cosa detta a mezza voce, oggi ci sono i titoli principali dei giornali. Siamo alla follia. Siamo in un Paese malato di conformismo e opportunismo e in cui l’opinione pubblica sembra aver perso la ragione critica. Ci si è ridotti a un titolo su una battuta”.
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