Campania, centri per l’impiego collassano per la gioia delle agenzie private

La vicenda è stata discussa nella seduta di Question Time su iniziativa della consigliera regionale Maria Muscarà

I Centri per l’impiego in Campania sono al collasso e non decollano per la gioia dei collocamenti e delle agenzie del lavoro privati.  ma i Centri per l’impiego sono al collasso. Gravissime le responsabilità del governo regionale guidato da Vincenzo De Luca che non ha assunto iniziative adeguate per rilanciare le strutture pubbliche che dovrebbe possedere competenze nell’ambito della formazione e  il reinserimento del lavoratore disoccupato o l’inserimento di chi non ha ancora un’occupazione, per mezzo di un sistema che dovrebbe mettere in contatto domanda ed offerta di lavoro. Il Centro per l’impiego si occupa anche della formazione dei disoccupati, organizzando corsi e fornendo un servizio di consulenza. Ogni cittadino ha una sua scheda professionale all’interno della quale sono inserite numerose informazioni sul proprio passato lavorativo e c’è anche una parte dedicata alla parte formativa.

Maria Muscarà

In Campania  la situazione è drammatica.  Al Centro per l’impiego di Napoli, spesso le stampanti non funzionano, così gli operatori dei Cpi non possono compilare i formulari che servono alla profilazione di quanti vanno a cercare un lavoro o un sussidio. I centri, non hanno mai costruito un rapporto strutturato con le imprese, che agiscono tramite canali propri, spesso privati.  Luigi di Maio quando rivestiva la carica di ministro del lavoro nel governo Conte 1, promise  un piano di sviluppo per potenziare i centri per l’impiego, come “obiettivo prioritario” per realizzare il reddito di cittadinanza e garantire su tutto il territorio nazionale una serie di “prestazioni di base personalizzate” (accoglienza, orientamento, intermediazione e avviamento alle politiche attive del lavoro).

La vicenda Centri per l’impiego e dell’arruolamento dei percettori del reddito di cittadinanza è stata sollevata  dalla consigliera regionale Maria Muscarà durante una seduta di Question time

“Il sistema di arruolamento dei percettori di reddito di cittadinanza in Campania, da parte dei Centri per l’Impiego, si sta rivelando assolutamente fallimentare. Nella nostra regione ci sono ben 369mila beneficiari di reddito, il più alto in Italia, eppure in due anni ne sono stati convocati meno del 50% – sottolinea Muscarà –  La giustificazione della pandemia come causa del rallentamento dell’iter di convocazione è assolutamente fuori luogo”. “Le procedure sarebbero dovute partire un anno prima, contestualmente all’adeguamento, mai partito, del sistema informatico dei centri per l’impiego, finanziato dal Governo con ben 11 milioni nell’ambito del patto per l’assunzione di 471 Navigator.  Figure, queste ultime, che per pura ritorsione contro il governo Conte, De Luca ha assunto con sei mesi di ritardo rispetto alle altre regioni. Risultato, il sistema informatico è vecchio e lento e i Navigator, che hanno preso servizio con notevole ritardo, hanno incontrato più di una difficoltà per dialogare con Anpal e i Centri per l’Impiego a causa di software antidiluviani” – ha denunciato Muscarà. 

Nella regione con uno dei più alti tassi di disoccupazione in Europa – ha concluso Muscarà – e il più elevato numero di percettori di reddito di cittadinanza, è doveroso approfittare degli strumenti messi a disposizione dal Governo. I campani hanno dimostrato con i fatti che non è di un sussidio di cui hanno bisogno, ma della dignità di un lavoro”.

Ciro Crescentini

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