Covid, Campania in zona rossa: con la benedizione della Regione

Il ministro Speranza firma l’ordinanza: da lunedì 8 marzo arriva la stretta, per almeno 2 settimane. Il cambio di colore chiesto da Palazzo Santa Lucia. Ecco tutti i divieti

Come annunciato, da lunedì 8 marzo la Campania passa in zona rossa. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato le nuove ordinanze, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia. Passano in area arancione Friuli Venezia Giulia e Veneto. Dunque, arriva la stretta in Campania, cui neppure la zona arancione è bastata a contenere i contagi. Anzi, il boom del Covid si registra proprio nell’ultima settimana. Ad anticipare l’inasprimento delle misure – nell’aria da giorni – era stato De Luca nella diretta Facebook del venerdì.  “Come era ampiamente prevedibile – aveva dichiarato – ormai siamo in zona rossa perché questo livello di contagio non si può più reggere”. Il governatore, però, avrebbe omesso un dettaglio. Secondo l’Ansa, la stessa Regione avrebbe chiesto la stretta al governo. La circostanza è confermata da fonti del governo. “Come è del tutto evidente – aveva detto De Luca – siamo arrivati alla terza ondata in tutta Italia. Per la Campania, da oltre una settimana registriamo sui 2500 nuovi postivi al giorno che significa che dovremo fare il tracciamento dei contatti per almeno 25mila persone è evidente che in queste condizioni diventa impossibile”.

LE NUOVE REGOLE IN ZONA ROSSA

Queste le regole per le zone rosse, stabilite col Dpcm in vigore da domani 6 marzo.
Spostamenti: vietato ogni spostamento in entrata e in uscita e all’interno degli stessi Comuni, salvo per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Il transito sui territori è consentito per raggiungere aree non soggette a restrizioni negli spostamenti o nei casi consentiti da necessità.
Didattica: Sospese tutte le attività didattiche, che si svolgono esclusivamente con modalità a distanza. Resta la possibilità di effettuare alcune attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per alunne e alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Negozi: chiuse tutte le attività commerciali, anche barbieri e parrucchieri, eccetto i negozi di generi alimentari e di prima necessità. L’accesso è limitato a un solo componente per famiglia. Aperti anche i mercati solo per la vendita di generi alimentari, prodotti agricoli e vivaistici. Restano aperte edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie.

Bar e ristoranti: consentiti la ristorazione e la vendita di bevande solo con consegna a domicilio e asporto fino alle ore 22, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Sospesi gli altri servizi di ristorazione, ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita, senza limiti di orario, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri ospiti. È sempre

Attività fisica: consentita in forma individuale, solo nei pressi della propria abitazione e nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Cultura: sospeso l’accesso a mostre, musei e altri istituti o luoghi di cultura ad eccezione delle biblioteche, i cui servizi sono offerti su prenotazione. Sono sospesi tutti gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, club e in altri locali o spazi anche all’aperto.

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