Campania, alla corte di De Luca arrivano gli ex bassoliniani Gravano e Paolucci

Personaggi che hanno “gestito”occupando poltrone e posizioni di potere negli anni più bui per la nostra Regione

A fianco di Vincenzo De Luca attuale presidente della Regione Campania e ricandidato alle prossime regionali scendono in campo anche gli ex bassoliniani, personaggi che hanno “gestito” occupando poltrone e posizioni di potere negli anni più bui per la nostra Regione. Persone che hanno “gestito” l’emergenza rifiuti, la spesa sanitaria, il welfare. Tra i sostenitori pro-De Luca c’è Michele Gravano, ex bassoliniano storico, attuale coordinatore regionale Articolo Uno.  Gravano ha diretto per oltre 20 anni la Cgil campana e napoletana. Una gestione fallimentare sul piano organizzativo ed economico. Il principale sindacato dei lavoratori  campani fu trasformato da Gravano in un’appendice di Antonio Bassolino, una sorta di associazione subordinata alle logiche di governo e di partito, lontana dalle lotte per l’affermazione dei diritti  dei lavoratori napoletani e campani cancellate autonomia e indipendenza. E non mancarono le “purghe” ovvero la rimozione e il licenziamento dei dirigenti sindacali dissidenti che si opposero al disegno politico di trasformare la Cgil in una mega corrente filo bassoliniana. Comportamenti e metodi dispotici. E non solo. La gestione Gravano si rivelò un disastro: la Cgil accumulò un debito di circa 4 milioni di euro, un pesante calo degli iscritti. Un curriculum per niente esaltante.   De Luca è sostenuto anche Massimo Paolucci, oggi capo della segreteria del ministro della Salute Roberto Speranza. Ricoprì il ruolo di  assessore ai trasporti al Comune di Napoli con Bassolino sindaco e fu il protagonista di  scelte politiche ed amministrative infelici e impopolari , tra le quali l’eliminazione dei tram dalla Città, mezzo di trasporto efficiente, sicuro ed ecologico. Paolucci è stato il vicario di Antonio Bassolino, nella gestione dell’emergenza rifiuti. Cosa è stato quel commissariamento per l’emergenza rifiuti, e il ruolo di Paolucci lo hanno raccontato nel libro “La Peste” il giornalista Nello Trocchia e Tommaso Sodano: “è lui che  tiene relazioni con imprese private e con gli amministratori locali e per la gestione del sistema delle assunzioni. Una lista lunga, quasi interminabile, di santi in paradiso e di segnalati che danno la misura di cosa sia stato effettivamente il Commissariato: un luogo di spartizione, di spesa allegra, un eldorado di spreco e inefficienza”. Altro bassoliniano di ferro è l’ex presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma: verde fuori ma bassoliniano dentro. Fu scelto dall’ex sindaco di Napoli per la poltrona di vicecommissario al sottosuolo. Una gestione per niente esaltante.  Di Palma sarà l’organizzatore della lista ambientalista per De Luca. Dunque, alla corte dello sceriffo di Salerno arrivano personaggi che salgono sul pulpito predicando nuovi “modelli di società o di sviluppo” ma nella realtà sono parte integrante di un sistema di potere basato sulla “gestione” e le poltrone in nome dei soliti e immancabili “interessi generali”.

CiCre

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