Peccati Capitali, debutto social della Compagnia Under 30

Ieri il primo dei dieci episodi sulla pagina Facebook del Teatro Tram: il podcast dei giovani attori racconta la società di oggi

Il debutto sui social ieri. Sono 10 storie, 10 attori, 10 scrittori: “I dieci peccati capitali” è il nome del nuovo progetto del Teatro Tram di Napoli e della nuovissima Compagnia Under 30, la formazione di giovani attori nata poco prima del lockdown e al lavoro, in questi mesi, tramite le piattaforme di videoconferenze. Un podcast in dieci episodi – ne saranno pubblicati due a settimana, il martedì e il venerdì sul sito e sulla pagina Facebook del Tram – che raccontano la società in cui viviamo, tra peccati vecchi e nuovi. I peccati capitali sono sette, ma in questo caso ne sono stati aggiunti altri tre: il consumismo, l’egotismo e il razzismo, ovvero i peccati della nostra società contemporanea. “I dieci peccati capitali” è una riflessione unica divisa in dieci parti, un racconto, a volte amaro e a volte ironico, del mondo in cui viviamo.
“Ne è nato un coinvolgente percorso di creazione collettiva”, dichiara il direttore artistico del Tram Mirko Di Martino. “I peccati sono stati ideati e discussi da tutta la compagnia, lasciando poi a ciascun autore la libertà di costruire il suo lavoro e recitare quello degli altri. Il podcast è uno strumento perfetto per raccontare storie: la forza narrativa è affidata esclusivamente al testo e alla voce dell’attore”.
A pochi giorni dalla riapertura ufficiale dei teatri, che il Dpcm di metà maggio fissa nel 15 giugno nel rispetto di rigorose regole, il teatro Tram tira le somme del lungo periodo di stop, riempito, però, con tanti podcast di grandi classici interpretati da attori come Orazio Cerino e Titti Nuzzolese. Intanto, alla ripresa, il Tram muoverà i suoi primi passi ripartendo dai laboratori, svolti nel rispetto delle regole prescritte dal governo. Ma il futuro si prospetta comunque difficile: “Il Tram è pronto a riaprire le porte al pubblico, ma i problemi sono tanti – prosegue Di Martino – i piccoli teatri devono sostenere costi molto alti per i pochi posti a disposizione. Sarà indispensabile il sostegno economico di Stato e Regione per poter programmare la prossima stagione”.

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