Quattro persone in manette: anche un architetto e l’imprenditore che costruì alcuni bunker-nascondiglio del boss

NAPOLI – C’è anche Gesualda Zagaria, la sorella del boss Michele, tra gli arrestati nel blitz della Squadra Mobile di Caserta e dei carabinieri del Ros che ha portato alla cattura 4 persone. In manette anche il nipote dell’ex primula rossa, Filippo Capalbo, Francesco Nobis, accusato di favoreggiamento per aver costruito il bunker, e un architetto, Antonio Nocera, a cui si contesta la intestazione fittizia di beni. L’operazione è scattata dalle prime luci dell’alba. Le indagini coordinate dalla Dda di Napoli formulano per gli indagati le ipotesi di reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, favoreggiamento, ricettazione e concorso esterno in associazione a delinquere.

 

L’INDAGINE – Secondo le indagini, basate su intercettazioni telefoniche e sulle dichiarazioni di pentiti del clan, tra cui Massimiliano Di Caterino e l’ex vivandiere di Zagaria Generoso Restina, Nocera avrebbe incontrato più volte il boss durante la latitanza e su incarico di Carmine Zagaria, fratello del capo, avrebbe predisposto i contratti di locazione delle abitazioni in cui l’ex primula rossa ha trascorso la latitanza, che erano formalmente intestati a Restina. Sono i presunti fedelissimi del boss “Capa storta” durante gli anni alla macchia ad essere al centro delle indagini.  In carcere è finita Gesualda Zagaria, sorella del capoclan, che secondo l’accusa avrebbe tenuto i rapporti tra il clan del fratello e le altre cosche Casalesi ricevendo e distribuendo ai suoi affiliati i proventi delle attività illecite. E’ la seconda sorella di Zagaria ad essere arrestata dopo Elvira, coinvolta nell’indagine sull’ospedale di Caserta. Filippo Capaldo, nipote del boss, fu arrestato e scarcerato nel 2012, ed è ritenuto dagli inquirenti l’attuale reggente del clan. L’architetto Carmine Domenico Nocera, originario di Casapesenna ma residente da anni a Caserta, si sarebbe occupato dell’istruttoria relativa al rilascio di un’autorizzazione a costruire realizzando poi il progetto di uno dei bunker che il boss aveva a disposizione. Il rifugio  fu realizzato dall’imprenditore Francesco Nobis, anch’egli finito in cella. Tra gli indagati per favoreggiamento aggravato anche i due proprietari degli appartamenti usati da Zagaria, tra cui il fratello dell’imprenditore Luciano Licenza, arrestato qualche mese fa per gli appalti nel settore idrico.

 

IL BOSS: “PAESANI INGRATI” –  Intercettati dalla Penitenziaria durante un colloquio nel gennaio 2012, Gesualda e Michele Zagaria parlano del cognato Franco Zagaria, vero dominus all’ospedale di Caserta per conto del boss, morto per problemi al cuore poche settimane prima. “Non si è controllato mai” dice Zagaria. “Sempre sopra un ospedale – aggiunge la sorella – ma non si è mai controllato”. Secondo gli inquirenti, dopo la cattura del boss, la sorella Gesualda, nubile e disoccupata, era divenuta la ragioniera del clan. “Ci hanno girato la faccia eh” dice il capoclan. “Casapesenna è così, sì”, risponde Gesualda; “Eh! E’ questo il bene che abbiamo fatto” sbotta il boss.  E con lei il boss si sfogava sulla “ingratitudine” dei compaesani dopo il suo arresto. Sempre con Gesualda il boss si lamentava delle “pressioni” esercitate dagli inquirenti sul suo clan con gli arresti e i sequestri. “Dico andate a parlare con Maresca (pm della Dda che indaga su Zagaria, ndr) e gli dite, senti, se hai intenzione di qualche situazione, la devi finire, mi sono spiegato? Perché quelli stanno facendo pressione sempre per i soliti discorsi che hanno in testa loro”.

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