Potere al Popolo denuncia esperimento chimico sulla pelle dei cittadini
Case, scuole, negozi e uffici sono rimasti senz’acqua a causa della rottura della condotta principale provocata dai camion impegnati nei cantieri per la Coppa America. “Siamo senza acqua da ore, è impossibile vivere così”, raccontano i residenti. La scuola ha già inviato circolari ai genitori invitandoli a ritirare immediatamente i bambini.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha commentato la situazione parlando della protesta contro i lavori: “Si tratta di piccoli gruppi che vogliono ostacolare un progetto di rilievo internazionale. La seduta annunciata per il 3 marzo in Consiglio Comunale rappresenta un primo passo verso un confronto reale, dentro e fuori l’assise”.
Tuttavia, l’opposizione e i cittadini denunciano rischi ambientali gravissimi. Potere al Popolo lancia l’allarme: “A Bagnoli 400 mila persone sono esposte a un vero e proprio esperimento chimico sulla pelle dei cittadini”. La nota denuncia come l’amministrazione Gaetano Manfredi continui a inseguire la logica dei grandi eventi ignorando gli avvertimenti della scienza.

Il Professor Benedetto De Vivo, già consulente della Procura di Napoli per la mancata bonifica di Bagnoli e tra i massimi esperti mondiali di geochimica, mette in guardia: “L’attuale piano di bonifica sta trasformando l’area in una fabbrica di sostanze iper-cancerogene. Non si tratta solo di muovere terra: la movimentazione dei suoli contaminati da IPA e PCB, in presenza di acqua marina e sorgenti termali, genera diossine, Metil-Mercurio e Tributil-Stagno, sostanze infinitamente più tossiche dei contaminanti originali e responsabili della tragedia di Minamata in Giappone negli anni ’60”.
Il rischio non riguarda solo Bagnoli: “Le polveri sottili trasportate dal vento minacciano anche Fuorigrotta, Posillipo e Pozzuoli, impattando una popolazione stimata di 400 mila persone”, aggiungono i rappresentanti di Potere al Popolo.

Secondo la nota, “Ciò che sta accadendo è tecnicamente inaccettabile nel resto del mondo civile. Le tecniche utilizzate, come il desorbimento termico ex-situ, sono bandite da 25 anni in tutte le aree urbanizzate. I cantieri dovrebbero operare sotto tensostrutture ermetiche a prova di fumi, ma oggi i veleni circolano liberamente nell’aria che respiriamo. Esistono tecniche in-situ, senza scavo, più sicure ed economiche, ma si è scelto deliberatamente il metodo più pericoloso e costoso”.
“È inaccettabile che ASL e ARPAC restino silenti mentre polveri tossiche vengono movimentate senza che venga resa nota la loro composizione”, affermano. “La gestione commissariale e l’amministrazione Manfredi proseguono come se nulla fosse, derogando alle corrette procedure di valutazione ambientale per rispettare i cronoprogrammi dei grandi eventi. I cittadini vengono rassicurati con messaggi vaghi sullo smog, mentre la scienza grida l’allarme sulle sostanze cancerogene che stanno circolando”.
“Dopo quasi un secolo di devastazione industriale, Bagnoli non può subire l’ennesimo scempio mascherato da progresso. È necessaria un’opposizione popolare decisa, che pretenda l’adozione di tecniche sicure in-situ e totale trasparenza sui dati dell’aria. La salute di 400 mila persone non può diventare il prezzo da pagare per accelerare un cantiere”, conclude Potere al Popolo.

Il sindaco Gaetano Manfredi ribadisce la propria posizione: “Comprendiamo le preoccupazioni dei cittadini, ma i lavori proseguono seguendo tutte le norme di sicurezza previste. La priorità resta completare la bonifica e garantire che Bagnoli possa ospitare eventi internazionali senza ulteriori rischi”.
Il tempo delle parole rassicuranti è finito. La città reclama risposte concrete: “Case senz’acqua e polveri tossiche non sono accettabili”.
Ciro Crescentini
