Bagnoli, de Magistris risponde a Renzi: “Ecco come è cambiato il progetto”

DemA, il movimento del sindaco di Napoli, pubblica un video per mettere a confronto il piano presentato da lnvitalia nel febbraio 2016 e approvato dalla cabina di regia del Governo Renzi il 6 aprile 2016 e quello firmato a Roma e approvato in cabina di regia con il premier Gentiloni lo scorso giovedi

E’ una risposta alle stilettate di Matteo Renzi su Bagnoli, nelle ultime settimane (“de Magistris ha firmato il progetto del mio governo”). DemA, il movimento del sindaco di Napoli, pubblica un video per mettere a confronto il piano presentato da lnvitalia nel febbraio 2016 e approvato dalla cabina di regia del Governo Renzi il 6 aprile 2016 e quello firmato a Roma e approvato in cabina di regia con il premier Gentiloni lo scorso giovedi, alla presenza di Luigi de Magistris. Le immagini si trovano sul sito del movimento e sui social, accompagnato da alcune slide. Nel filmato sono evidenziati tutti gli obiettivi raggiunti dal Comune di Napoli rispetto al precedente progetto. In particolare “le vittorie della amministrazione comunale riguardano la realizzazione della spiaggia pubblica con la passeggiata a mare e con un lungomare attrezzato e fruibile essendo state cancellate le strutture di attività e servizi- sostiene DemA – frapposte tra il parco e la spiaggia. Di seguito, l’arretramento del cosiddetto “miglio azzurro”, previsto nell’area ex Cementir che si sarebbe realizzato a discapito del grande parco urbano. Per ciò che riguarda Coroglio, il permanere degli abitanti nell antico borgo che non sarà piu’ cancellato per fare spazio alle residenze turistiche legate alla nautica da diporto. Ancora, la condivisione da parte di Invitalia e del Governo del principio approvato nel Pua di Bagnoli (piano urbanistico attuativo) del valore parametrico dei suoli che evita pressioni speculative sulle destinazioni delle singole aree. La proprietà pubblica delle aree di intervento – prosegue il documento – anche attraverso l’esproprio di quelle private interessate al programma”. Fondamentale, per demA, “il coinvolgimento economico dei privati responsabili dell’inquinamento secondo il principio europeo “Chi inquina paga”, come stabilito dall’ordinanza sindacale del 3/12/2013″.

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