Protocollo anti-camorra, badge negli appalti e controlli serrati nei cantieri della bonifica
Bagnoli torna al centro dell’attenzione istituzionale, non solo per la portata dei lavori di bonifica e rigenerazione urbana, ma per la necessità di mettere al riparo uno dei più grandi cantieri pubblici d’Italia da infiltrazioni criminali e zone d’ombra sul lavoro.
Negli uffici della Prefettura di Napoli è in fase avanzata una bozza di protocollo di legalità che punta a blindare l’intero processo di trasformazione dell’ex area Italsider. Il documento è stato discusso nei giorni scorsi in un incontro operativo tra il prefetto Michele di Bari e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ricopre anche il ruolo di commissario straordinario per Bagnoli-Coroglio.
Un sistema di controlli a più livelli
L’impianto del protocollo si fonda su un principio chiave: prevenzione continua, non interventi a posteriori. Al centro del sistema ci sono banche dati integrate, destinate a incrociare informazioni su imprese, subappalti e manodopera, con l’obiettivo di intercettare in anticipo tentativi di condizionamento da parte della criminalità organizzata.
Accanto agli strumenti digitali, il piano prevede regole stringenti per l’accesso ai cantieri, con badge identificativi e tracciabilità delle presenze, e un rafforzamento dei controlli antimafia, sia nella fase di affidamento degli appalti sia durante l’esecuzione dei lavori.
Lavoro e sicurezza al centro
Il protocollo non si limita al contrasto delle infiltrazioni camorristiche. Una parte rilevante del documento è dedicata alla tutela dei lavoratori, in un contesto — quello delle bonifiche ambientali — ad alto rischio sotto il profilo della sicurezza.
Sono previsti controlli mirati contro il lavoro irregolare, verifiche sulla congruità della manodopera impiegata e un monitoraggio costante del rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza. Un’azione che coinvolgerà, oltre alla Prefettura, anche la Direzione territoriale del lavoro.
Il confronto con sindacati e Invitalia
Alla riunione hanno partecipato anche i rappresentanti di Invitalia, soggetto attuatore degli interventi, e le organizzazioni sindacali confederali e di categoria. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Napoli e Campania, Nicola Ricci, Melicia Comberiati, Giovanni Sgambati e i segretari generali della Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil Giuseppe Mele, Massimo Sannino, Valerio Medici hanno manifestato disponibilità a entrare nel merito del protocollo nei prossimi incontri, con l’obiettivo di contribuire alla definizione delle regole operative.
Il metodo scelto è quello del confronto permanente: il protocollo, nelle intenzioni della Prefettura, dovrà essere uno strumento dinamico, capace di adattarsi all’evoluzione dei cantieri e alle criticità che emergeranno nel tempo.
Bagnoli tra bonifica e grandi eventi
Il rafforzamento delle misure di legalità si inserisce in un quadro più ampio. I lavori sull’area ex Italsider sono infatti legati anche alla preparazione di Napoli per la Coppa America di vela, un appuntamento internazionale che impone standard elevati non solo sul piano infrastrutturale, ma anche su quello della trasparenza amministrativa.
In parallelo, il commissariato straordinario guidato da Gaetano Manfredi ha avviato un’interlocuzione con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza per il riutilizzo del Parco dello sport, struttura mai entrata realmente in funzione e destinata ora a un progetto di valenza sociale e sportiva, con il coinvolgimento delle Fiamme Oro.
Una partita decisiva
La partita che si gioca a Bagnoli va oltre i singoli cantieri. È una prova di credibilità per le istituzioni, chiamate a dimostrare che una grande trasformazione urbana può procedere senza lasciare spazio a pressioni criminali, scorciatoie sul lavoro e opacità negli appalti.
Il protocollo di legalità, ancora in fase di definizione, rappresenta il tentativo di alzare una barriera preventiva. La sua efficacia, però, si misurerà sul campo, giorno dopo giorno, tra ruspe, bonifiche e controlli.
Ciro Crescentini
