Autoriciclaggio e bancarotta, nei guai sei imprenditori cilentani

Sotto sequestro beni per oltre 800mila euro a Casal Velino

836 euro di beni sono stati confiscati attraverso un decreto preventivo, a sei imprenditori edili del Cilento. Il sequestro, messo in atto dalla Guardia di Finanza, ha riguardato in particolare un’azienda di Casal Velino, piccolo centro del salernitano. Per gli investigatori i beni sequestrati costituiscono il profitto di diversi reati commessi dagli imprenditori nel corso degli anni: come l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e conseguente dichiarazione fiscale fraudolenta, bancarotta fraudolenta ed autoriciclaggio. Le indagini sono scaturite dal fallimento di una società edile avvenuto pochi mesi dopo la nascita dell’azienda, adesso messa sotto sequestro, ed intestata alla moglie dell’amministratore della prima società fallita. Le scritture contabili della società erano state tenute in modo da non poterne ricostruire in maniera chiara il patrimonio. I beni dell’impresa erano stati fatti confluire in quelli dell’azienda sottoposta a sequestro. I titolari di entrambe le società con la complicità del padre di uno dei due, amministratore di un’altra azienda operante nel medesimo settore, e di un suo parente, avevano distratto dal patrimonio societario della società fallita ingenti somme di denaro, beni e mezzi strumentali, attribuendoli all’azienda sequestrata. Un modo per continuare a gestire l’attività ed eludere gli effetti della dichiarazione di fallimento. I finanzieri questa mattina hanno anche perquisito le abitazioni dei sei indagati, residenti nelle province di Salerno e Napoli. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania per salvaguardare il posto di lavoro dei dipendenti dell’azienda ha nominato un amministratore giudiziario, al quale sono stati affidati i beni sottoposti a sequestro.

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