Sola la poliziotta ai domiciliari risponde di istigazione alla corruzione e minacce per costringere a commettere un reato. Tutti gli indagati di falso ideologico in atto pubblico

 

Secondo le indagini, la agente municipale avrebbe avvicinato il tecnico e con minacce e offerte di denaro gli avrebbe chiesto di distruggere il secondo verbale e di redigerne un altro a suo favore.  I carabinieri di Arzano hanno eseguito un’ordinanza di arresto ai domiciliari nei confronti di una vigilessa accusata di falso ideologico in atto pubblico e istigazione alla corruzione e minacce per costringere a commettere un reato. L’ordinanza ha raggiunto anche altri due agenti della polizia municipale del Comune di Arzano e un’altra persona impiegata presso l’area governo del territorio dello stesso municipio, tutte sospese per sei mesi dal servizio.

I tre indagati avrebbero redatto un verbale di sopralluogo ideologicamente falso allo scopo di favorire la loro collega, omettendo di riportare che nell’abitazione della donna era stato realizzato abusivamente un intero piano, trasformando in abitazione il sottotetto dell’edificio. La vigilessa sarebbe poi venuta a conoscenza di un altro sopralluogo compiuto da un tecnico diverso che segnalava l’abuso edilizio all’amministrazione comunale.

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