Un ordine del giorno sarà votato durante la riunione del consiglio comunale del 31 gennaio
Martedì 31 gennaio il Consiglio Comunale di Napoli sarà chiamato a votare un ordine del giorno con il quale chiede al Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi il conferimento della cittadinanza onoraria a Julian Assange.
https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/47212
L’ordine del giorno- che ha come primo firmatario Sergio D’Angelo e che ha trovato l’adesione di tutti i rappresentanti dei gruppi consiliari- aderisce all’appello promosso al Consiglio Comunale il 28 dicembre 2022 dagli attivisti di freeassangenapoli e sottoscritto da autorevoli rappresentanti napoletani del mondo dell’università, della cultura, del giornalismo e dello spettacolo.
https://docs.google.com/…/1rkLpkHNCxh2JE4TcCK4H…/edit…
La cittadinanza onoraria per Julian Assange, aderendo all’appello lanciato dal premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel, sarà l’ulteriore dimostrazione dell’avveduta civiltà di Napoli nel difendere con Assange più in generale la libertà d’informazione, aggredita non soltanto nelle cosiddette dittature, ma anche in molte nazioni che si fregiano di essere democratiche, come gli Stati Uniti, il Regno unito o la stessa Italia, scesa purtroppo al 58° posto nell’annuale graduatoria riguardante la libertà di stampa.
Il testo dell’ordine del giorno:
https://www.facebook.com/photo?fbid=129134610038152&set=a.105489072402706
Julian Assange, dopo un esilio di sette anni nell’ambasciata ecuadoriana in Inghilterra, è detenuto dall’11 aprile 2019 in condizioni disumane (rinchiuso in una cella di 3mt per 2mt, con un regime assimilabile al nostro 41bis) nel carcere speciale di Belmarsh nel Regno Unito , in attesa di essere estradatato negli Stati Uniti dove lo aspetterebbero 175 anni di prigionia: la sua colpa sarebbe l’ aver rivelato, attraverso il sito Wikileaks, numerosi crimini di guerra perpetrati dagli eserciti statunitensi e inglesi soprattutto in Irak e Afghanistan.
Il Dipartimento di Stato degli USA lo incrimina ai sensi dell’Espionage Act. Una legge federale, emanata nel 1917 per prevenire l’insubordinazione nell’esercito e impedire il sostegno dei nemici degli Stati Uniti durante la guerra, viene dopo oltre un secolo per la prima volta applicata contro un giornalista, in violazione ai Diritti dell’Uomo, nonostante il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America che dovrebbe invece garantire la libertà di parola e di stampa.
“Dobbiamo smettere di trattare il caso Assange come un caso sui generis: è un caso che riguarda la libertà di stampa, non solo per Assange, ma tutti i giornalisti” – ha affermato recentemente Stella Moris, moglie ed avvocato di Assange
“L’estradizione di Assange avrebbe conseguenze devastanti per la libertà di stampa e per l’opinione pubblica, che ha il diritto di sapere cosa fanno i governi in suo nome. Diffondere notizie di pubblico interesse è una pietra angolare della libertà di stampa. Estradare Assange ed esporlo ad accuse di spionaggio per aver pubblicato informazioni riservate rappresenterebbe un pericoloso precedente e costringerebbe i giornalisti di ogni parte del mondo a guardarsi le spalle – ha dichiarato Agnès Callamard, Segretaria generale di Amnesty International.
“Il trattamento inumano, fisico e psicologico, che sta soffrendo in prigione e gli anni di persecuzione gli hanno provocato un deterioramento fisico e psicologico. L’annuncio della sua estradizione negli Stati Uniti, dove rischia una condanna a 175 anni di carcere, equivale ad una condanna a morte. Mi appello ancora con forza alle associazioni di giornalisti, al mondo della cultura, ai giuristi, alle organizzazioni per i diritti umani, non rimanete indifferenti, alzate la vostra voce e chiedete la liberazione di Julian Assange” – ha dichiarato Adolfo Pérez Esquivel premio Nobel per la Pace nel 1980

