Agnano, sabato presidio di lotta contro le trivelle

La questione è stata affrontata oggi a Radio Amore

Da molti giorni in Via Scarfoglio ad Agnano, continuano a levarsi fumarole alte dieci metri da un cantiere dove è stato avviato un progetto di trivellazioni in una delle aree a maggior rischio sismico a livello mondiale, inserita nel Piano di emergenza nazionale del rischio vulcanico. I tecnici, dopo il sequestro del cantiere disposto dal Comune di Pozzuoli, hanno lasciato aperte le fumarole dalle quali fuoriesce un getto potente che proietta nell’aria un condensato che si deposita sulle auto oltre a un insopportabile odore di zolfo. Non sono state fornite informazioni adeguate sulla composizione chimica dei gas sprigionati né sulla composizione del condensato. E’ un pozzo di esplorazione geotermica. Il progetto è sostenuto dall’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dalla Regione Campania e da alcuni dipartimenti universitari. Non si conoscono i criteri adottati nella concessione delle autorizzazioni alla società Graded per l’apertura del cantiere e l’inizio dei lavori. Autorizzazioni concesse  senza alcun confronto democratico con la cittadinanza e con gli enti locali né una valutazione di impatto ambientale e di rischio legato all’opera. La Regione Campania non ha assunto una posizione netta, inequivocabile. Il sindaco di Napoli tace.  Il problema è stato discusso oggi a Radio Amore nel corso della rubrica “Napoli meraviglie e contraddizioni” condotta da Antonio Romano, Sandro Fucito e Pasquale Mautone. Ospiti della trasmissione la consigliera regionale Maria Muscarà(M5s), il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo, il portavoce del Comitato No Triv Campi Flegrei, Giuseppe Mosca. Significative le dichiarazioni del professor Mastrolorenzo che ha ribadito “la pericolosità delle trivellazioni cause di processi irreversibili. Una volta effettuate, il sistema non può ritornare nelle condizioni iniziali”. E qualsiasi sia la natura del progetto, i rischi sono i medesimi. La modificazione della crosta terrestre resta tale. Il rischio non dipende dalla grandezza del progetto, perché semplicemente non sappiamo prevedere le conseguenze di un intervento anche minimo. Tra l’altro queste trivellazioni insistono nell’area più attiva dei Campi Flegrei a 500 metri da  Pisciarelli, il sito più attivo della zona, e lì è interdetto l’accesso a chiunque per i rischi connessi ad esplosioni possibili e ad instabilità. Per il principio di precauzione – se non si può prevedere cosa può succedere, l’attività di trivellazione non va fatta. Il principio vale ancora di più nelle zone popolate, e ancora di più nelle zone vulcaniche ad alto rischio e in allerta gialla come i campi flegrei. La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà ha ancora una volta ribadito che “L’attività di trivellazione ai Campi Flegrei non soltanto deve trovare una giustificazione, ma soprattutto una soluzione in tempi rapidi. In particolare dopo che la Regione Campania ha candidamente ammesso in aula che gli uffici non hanno ancora alcuna idea su come rimediare al danno provocato con la trivellazione in via Scarfoglio per gli esperimenti di geotermia. Insomma, siamo passati dal brandire il lanciafiamme per la sicurezza dei cittadini, alle trivelle che potrebbero aver minato in maniera irreversibile la staticità di un territorio già compromesso per la perpetua attività sismica“. Il portavoce dei comitati territoriali, Giuseppe Mosca ha denunciato disagio e le preoccupazioni dei residenti. Da giorni, infatti, i cittadini di Agnano sono costretti a sopportare un forte odore di zolfo di bruciore intenso alla gola anche a metri di distanza. “Non è possibile che in una zone densamente abitata si possa mettere in piedi un progetto del genere senza tenere minimamente in considerazione la sicurezza e la salute pubblica“ – ha affermato Mosca.  Il portavoce ha annunciato una iniziativa di lotta per Sabato prossimo 27 giugno alle 12 a Via Scarfoglio

CiCre

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