Agguato ad Afragola, freddato 43enne

Antonio Cacace aveva precedenti per associazione a delinquere, estorsione e furto

Era in via don Bosco in sella al suo scooter, una Honda Sh, quando è stato colpito alla schiena da alcuni colpi di arma da fuoco. Agguato mortale stanotte ad Afragola. A cadere il pluripregiudicato Antonio Cacace, 43 anni. L’uomo è deceduto poco dopo il trasporto all’ospedale di Frattamaggiore. Cacace aveva precedenti per associazione a delinquere, estorsione e furto, tra gli altri. Sull’episodio indaga la polizia.

 

LE INDAGINI: LO SPACCIO DI DROGA POSSIBILE MOVENTE – Al momento di essere freddato dai killer, Antonio Cacace aveva addosso circa 40 dosi di cocaina, nascosti negli slip. Secondo gli investigatori la vittima era un “pusher porta a porta” che consegnava la droga a domicilio, su richiesta dei “clienti”. Nella pista privilegiata per il movente, l’agguato sarebbe maturato proprio nel mondo degli stupefacenti: la vittima sarebbe stata punita da chi gestiva la piazza di spaccio. Cacace avrebbe da poco intrapreso il business della droga, visto che aveva precedenti soprattutto per furti ed estorsioni. Nel 2013 fece parte di un commando che voleva assaltare un portavalori a Casoria, ‘colpo’ poi sventato dalla polizia. A suo carico aveva accuse e condanne per furti, estorsioni. Era ritenuto uno specialista dei “cavalli di ritorno”, soldi in cambio della refurtiva. Era stato scarcerato a febbraio scorso dai domiciliari.

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