Venerdì scorso il via libera alla delibera che cambia il futuro dell’azienda dell’acqua: nasce “Acqua Bene Comune Napoli S.p.A. Società benefit”
La giunta comunale di Napoli guidata dal sindaco Gaetano Manfredi ha deciso. L’azienda idrica speciale ABC si trasformerà in SPA. Tutti d’accordo: Movimento 5 Stelle, Sinistra e Partito Democratico. La delibera è stata approvata venerdì 24 luglio scorso. Nella stessa giornata sono stati informati i capigruppo e gli esponenti di tutte le forze politiche e i vertici delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil. Informato anche il Presidente della Regione Campania Roberto Fico.
Nella stessa giornata di Venerdì sfilavano in corteo i comitati cittadini guidati da padre Alex Zanotelli puntualmente non ricevuti nè dal sindaco Gaetano Manfredi nè da Roberto Fico. La nuova denominazione sarà “Acqua Bene Comune Napoli S.p.A. Società benefit”.
La nuova governance: amministratore unico nella fase di passaggio
Con la trasformazione in Spa cambierà anche l’assetto gestionale. La guida della nuova società sarà affidata a un amministratore unico. Per il periodo di transizione il ruolo sarà ricoperto dall’attuale commissario straordinario Andrea Torino.
Torino attualmente svolge anche un incarico per conto del tribunale fallimentare di Napoli all’interno di Terme di Agnano, altra partecipata del Comune coinvolta in un percorso di liquidazione e possibile futura dismissione. Nei prossimi quattro mesi saranno invece nominati il nuovo presidente e i revisori dei conti della società.
Il passaggio in Consiglio comunale
Dopo il via libera della Giunta, il prossimo appuntamento sarà nell’aula del Consiglio comunale, chiamata ad approvare definitivamente la trasformazione societaria. Un passaggio formale. Soliti emendamenti o mozioni, solito copione ma l’esito finale appare già delineato: la delibera dovrebbe ottenere il via libera anche in Consiglio.
Poltroncine per sindacati e associazioni
Lo statuto della nuova società introduce anche un organismo di partecipazione: il Comitato di partecipazione che garantirà delle poltroncine per le organizzazioni sindacali e associazioni dei consumatori. Sulla carta l’organismo avrebbe funzioni consultive e dovrebbe occuparsi di informazione, ascolto e confronto con i soggetti portatori di interessi collettivi legati al servizio idrico integrato ma nei fatti è un organismo burocratico, parvenza di democrazia partecipata. Fumo con la manovella.
Ciro Crescentini
