Occupazioni universitarie e presidi permanenti in diverse città italiane
L’Unione Sindacale di Base (USB) ha ribadito la sua intenzione di lanciare uno sciopero generale «senza preavviso» se la Flotilla verrà attaccata dalle forze israeliane. A sostegno dell’iniziativa, secondo quanto comunicato dai promotori, anche settori della Cgil potrebbero aderire alla stessa linea di protesta. L’obiettivo dichiarato è interrompere attività e servizi per creare pressione politica «in difesa degli equipaggi della Flotilla e contro il genocidio», oltre che per denunciare la presunta complicità dell’esecutivo italiano, ritenuto dagli organizzatori favorevole alle politiche militari israeliane.
La questione giuridica è al centro del dibattito: la legge n.146 del 1990 impone in genere un preavviso minimo di dieci giorni per gli scioperi che coinvolgono servizi pubblici essenziali. Tuttavia USB richiama l’articolo 2, comma 7 della stessa legge, che esclude l’obbligo di preavviso nel caso di astensioni «per la difesa dell’ordine costituzionale o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori». I sindacati promotori sostengono che un eventuale attacco alla Flotilla rientrerebbe in questa casistica, dato il rischio per l’incolumità delle persone a bordo e la violazione del diritto internazionale che essi denunciano.
Da parte del governo si annunciano possibili misure repressive: il ministro dell’Interno e altre figure dell’Esecutivo hanno già fatto sapere di essere pronte a ricorrere a sanzioni e a procedure di precettazione per garantire la continuità dei servizi. USB e i collettivi che sostengono la mobilitazione rispondono sottolineando la determinazione a «non farsi intimidire» e a prepararsi a bloccare il Paese qualora vengano perseguite azioni contro gli attivisti della Flotilla.
Sul fronte della mobilitazione sociale, gruppi universitari riferiscono di presidi e occupazioni in diverse città: a Napoli, ad esempio, è stato allestito un presidio permanente alla facoltà di Lettere e Filosofia; a Roma è stata segnalata l’occupazione della facoltà di Scienze Politiche. I promotori parlano di luoghi di aggregazione e confronto per seguire il viaggio della Flotilla, tenere «gli occhi puntati su Gaza» e organizzare iniziative di solidarietà.
I sindacati chiamano le lavoratrici e i lavoratori a restare in contatto con le organizzazioni di riferimento e ad aderire alle mobilitazioni il giorno della proclamazione dello sciopero. I promotori giustificano la scelta di una proclamazione senza preavviso come strumento di reazione immediata a un’aggressione che, a loro avviso, richiederebbe risposte rapide e decise.
Reazioni politiche e sociali restano divise. I sostenitori della mobilitazione definiscono lo sciopero una «azione necessaria» per fermare quello che chiamano genocidio e per esercitare pressione sul governo; i critici avvertono sui rischi di interruzione dei servizi e sulla legittimità delle astensioni prive di preavviso nei settori essenziali.
La situazione resta fluida: USB e i collettivi intendono mantenere aperti presidi e canali di comunicazione con i lavoratori e la cittadinanza, mentre l’Esecutivo monitora possibili sviluppi e prepara misure per garantire la continuità dei servizi pubblici. Qualora dovessero arrivare nuovi sviluppi, le parti annunciano che agiranno rapidamente per difendere le proprie posizioni.
Red

