Coronavirus, una lettera:”Noi invisibili rimasti a casa e ridotti alla fame”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Salve, le scrivo questo messaggio “assurdo” ma lei così sempre attento alle esigenze degli operai, so che capirà. Mio marito, 46 anni,è un artigiano: un imbianchino.Dopo aver conseguito un diploma di perito agrario,ha imparato per necessità, questo mestiere, che con grande umiltà, professionalità, impegno e serietà ancora oggi esegue e ci (siamo io, lui e due figli adolescenti) consente di vivere una vita, diciamo così, dignitosa. Mio marito lavora in proprio,da solo,e ogni tanto si avvale della mano di qualche altra persona quando da solo non può terminare un lavoro.

Mio marito ha aperto una Partita Iva: le uscite per le tasse hanno superato di gran lunga le entrate ed io sono stata costretta a fare due lavori per rimediare,uno dei quali sottopagato e senza contributi,togliendo anche tempo ai miei figli. Il commercialista gli ha consigliato di chiuderla: da qualche mese mio marito è un lavoratore a nero. Stamattina è entrato in vigore il decreto. Mio marito è andato a lavorare con la paura di essere fermato, multato per non poter dimostrare “per chi lavora”. Domani resterà a casa. Io sono rimasta a casa: lavoro in un’altro comune e ho lo stesso suo problema: la mamma per la quale lavoro come baby sitter non mi firmerà nessuna certificazione che attesti che eseguo quel tragitto,per andare da lei a lavorare(lei nel frattempo abita in una zona contagiata e ha deciso di chiudere per un po’ autonomamente il negozio di cui è titolare (lei può permettersi di stare a casa).

Noi siamo gli invisibili. Noi siamo quelli che non hanno potuto fare domanda per il reddito di cittadinanza perché viviamo con mia suocera (a casa sua). Lei percepisce una pensione sociale, ha la casa di proprietà e per 500 euro in eccesso (su base Isee)lo Stato non ci concede l’ esenzione ticket, i buoni libro e la riduzione del prezzo per la mensa scolastica. Io rimarrò a casa ,tutto il tempo necessario affinché questa emergenza virus rientri e anche mio marito: lo faremo per il bene dei nostri figli ma i video che mostrano gente famosa che invita a rimanere a casa. Beh quelli mi fanno venire veramente il mal di stomaco .Scusi lo sfogo. Lo so, siamo in torto, siamo dalla parte sbagliata, dovremmo stare in silenzio e aspettare e così faremo.

Però questo è il mio grido che vorrei fosse ascoltato dallo stesso Stato che ci ha messo nella condizione di essere nella non correttezza. Di diventare gli Invisibili. Noi avremmo bisogno di “restare a casa” come tutti, e lo faremo ma fino a quando potremo farlo? Affidandomi alla sua serietà e professionalità la prego di non pubblicare il mio nome qualora volesse utilizzare questo mio messaggio. Distinti saluti. So che ce la faremo.

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