Un manifesto per parlare di giovani, d’Italia e d’Europa

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota di Francesco Miragliuolo vice segretario dei giovani democratici

Da Tangentopoli in poi c’è stata una forte deleggitmazione dei partiti, i quali da strumenti di collegamento con i cittadini e la Repubblica, sono diventati dei corpi avulsi e sempre più chiusi in se stessi, schiavi di padroni e tessere; in tal senso abbiamo spesso sentito parlare del Partito Democratico come un luogo di liti e di scissioni, proprio per questo io con alcuni compagni, Nicholas Ferrante, Mattia Ciappi, Alberto Bortolotti, Luca Giordano, Luigi Petruzzo, Giulio Guazzini e Teofil Mugnaini, abbiamo lanciato un manifesto per raccontare un’Italia diversa, quella che sogniamo.

Nicola Zingaretti, segretario del PD, ha fin da subito colto la sfida e per questo domani saremo a Poggibonsi con lo stesso Zingaretti e con Susanna Cenni, Caterina Cerroni e Alessandra Nardini per raccontare a tutti il nostro manifesto che parla di un’Italia giovane. Sono tante le proposte: da una nuova Europa dei popoli e non dei governi, per ridurre il deficit democratico europeo, passando per il lancio di un piano straordinario di trasporti per il Sud. Ci siamo focalizzati sull’approvazione entro fine 2020 dello Ius soli, perché la sinistra non deve avere paura di parlare di immigrazione e di farlo con metodo, altresì deve avere timore di lasciare questo tema ad una destra becera e inumana. Ci tengo a sottolineare l’importanza delle proposte sul rilancio del welfare come l’abolizione della tampon tax, rendere strutturale il bonus cultura, il rifinanziamento del fondo  per i centri antiviolenza e per i centri per le vittime della tratta delle donne, questo perché noi crediamo che il femminismo si attui con i fatti e non con i proclami. Vogliamo parlare di lavoro, partendo da una delle proposte del Governo, ovvero la creazione del salario minimo universale, non possiamo restare indietro rispetto a tutta Europa, altresì dobbiamo iniziare a immaginare un’Italia che ponga al centro i bisogni dei cittadini, che lotti per i deboli, che cooperi, perché c’e l’insegna il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che “sentirsi “comunità” significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa “pensarsi” dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese. Vuol dire anche essere rispettosi gli uni degli altri. Vuol dire essere consapevoli degli elementi che ci uniscono e nel battersi, come è giusto, per le proprie idee rifiutare l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore.”

Noi vogliamo che queste parole diventino il mantra della classe dirigente della politica italiana, che lavori per sconfiggere la povertà, proprio per questo abbiamo dato una grande priorità alla scuola, unico mezzo per sconfiggere la povertà e soprattutto per far prendere coscienza all’uomo dello suo stato di “oppressione”, così come ci insegnava Gramsci. Sulla scuola e per la scuola abbiamo proposto la detrazione fiscale del costo dei libri, perché tutti devono poter studiare e avere la possibilità di realizzare i propri sogni, inoltre vogliamo che agli studenti vengano concessi organi di rappresentanza già forti che possano confrontarsi, in maniera paritetica, con il collegio docenti e con il consiglio d’istituto. Inoltre, non abbiamo terminato qui le nostre proposte, anzi abbiamo indicato al Partito Democratico e al Governo due priorità: l’approvazione della legge sull’acqua pubblica e l’approvazione delle legge sui beni comuni, che giace nei cassetti del Parlamento da dodici anni. Abbiamo lanciato un monito a tutto il PD: le classi dirigenti si formano e soprattutto si scelgono in base al merito e non in proporzione al numero di tessere che ha il proprio capo bastone, per questo vogliamo una nuova “Frattocchie” dove si insegni ai dirigenti come amministrare, rispondendo ai bisogni delle persone e soprattutto occorre insegnare ai dirigenti che la politica è servizio, è leale collaborazione ed è soprattutto passione. Noi vogliamo una Repubblica che sia famiglia, un unico corpo dove costruire insieme un presente e un futuro comune, perché le battaglie del domani si combattono oggi e non ci piace chi parla di futuro senza metodo. 

In foto Luca Giordano, Francesco Miragliuolo e Nicholas Ferrante

Il nostro manifesto si apre con la citazione di un manifesto ben più importante e famoso del nostro “Il manifesto del Partito Comunista” di Marx e Engels, perché crediamo che il comunismo sia ancora una risposta, di sinistra, ai bisogni di tanti. Certo, parliamo di un comunismo diverso, democratico, potremmo definirlo così, perché oggi Marx parlerebbe di una rivoluzione culturale durante un cambiamento d’epoca, criticherebbe l’alienazione da social e da modelli costruiti e finti, che instaurano bisogni inesistenti nella mente delle persone, soprattutto parlerebbe ancora di plusvalore, individuando quest’ultimo nel lavoro nero, che sfrutta il lavoratore senza nemmeno garantirgli un sali di sinistra e un partito di sinistra, che governa, deve partire da queste riflessioni, per questo noi le poniamo di un processo di rinnovamento anche delle strutture partitiche del PD, perché crediamo ancora in quel “istruitevi, agitatevi, organizzatevi” che Gramsci scrisse sul primo numero dell’Ordine Nuovo nel 1919, perché a distanza di cento anni, risichiamo di ripiombare nello stesso clima d’odio e di terrore che portò l’Italia e l’Europa sull’orlo del baratro. Noi siamo giovani, siamo il presente e il futuro, e non vogliamo fare altro che dare un contributo alla costruzione di un Paese migliore per questo parliamo ai giovani, all’Italia che produce, che sogna, che lavora e che coopera, perché questa Italia è il volto di ciò che vogliamo e dobbiamo diventare, perché chi guarda solo avanti senza guardare all’oggi, arriverà impreparato alle vere battaglie del domani. Per dare vita a questa rivoluzione abbiamo bisogno di tutti voi, per questo domani se non hai nulla da fare seguici sui social, vieni a Poggibonsi e soprattutto proponi e costruisci, perché mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo!

Francesco Miragliuolo

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