Maria Zakharova attacca il presidente francese : “Ipocrita, ha sabotato la pace”
Donald Trump a tutto campo. “So esattamente cosa sto facendo. Sono qui per mettere fine alla guerra”, ha dichiarato Trump sul suo social Truth, tornando ad accusare direttamente l’amministrazione Biden di essere la principale responsabile dell’escalation militare tra Russia e Ucraina.
“Ho risolto sei guerre in sei mesi, inclusa una potenziale crisi nucleare. Ma continuo a leggere il Wall Street Journal e altri media che criticano la mia posizione sul conflitto russo-ucraino. Questa è la guerra di Biden. Se fossi stato io presidente, non sarebbe mai scoppiata. E non ho bisogno dei consigli di chi per anni non ha fatto altro che peggiorare i conflitti.”
Parole forti che anticipano una giornata diplomatica intensa a Washington, dove il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato Trump e i principali leader europei. L’incontro ha segnato il primo faccia a faccia tra il presidente ucraino e il nuovo inquilino della Casa Bianca, che – con un’agenda molto diversa dal predecessore – sta cercando una via d’uscita dal conflitto.
L’amministrazione Trump alla ricerca di un compromesso
La giornata si è aperta con un incontro tra Zelensky e l’ex generale Keith Kellogg, oggi inviato speciale di Trump per l’Ucraina. Un colloquio definito “costruttivo” per gettare le basi del confronto successivo tra i due presidenti. “Abbiamo discusso della situazione sul campo e delle nostre capacità diplomatiche”, ha dichiarato Zelensky.
Subito dopo, un pre-vertice con i leader europei presso l’ambasciata ucraina. Presenti Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni, Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Keir Starmer, Mark Rutte e Alexander Stubb. Obiettivo: coordinarsi prima dell’incontro con Trump e definire una linea comune. Ma la linea comune, nei fatti, non c’è.
Trump riceve Zelensky: primo segnale di svolta
Il vero nodo politico della giornata arriverà nel tardo pomeriggio (19 ora italiana), quando Trump accoglierà Zelensky nello Studio Ovale per un confronto a porte chiuse. È il primo incontro dopo mesi di gelo, ma anche il primo passo visibile di una nuova strategia americana, più orientata a una trattativa e meno alla continuazione del conflitto.
Due ore dopo, Trump riceverà anche i leader europei per un incontro multilaterale: una tappa delicata, in un clima segnato da profonde divergenze.
L’Europa si spacca: Macron vuole la guerra, Meloni frena
Proprio nella riunione con gli “alleati volenterosi”, le differenze sono emerse in modo netto. Emmanuel Macron ha ribadito la volontà di un intervento militare europeo diretto a fianco dell’Ucraina. Una linea che la premier italiana Giorgia Meloni ha respinto con fermezza:
“La Russia ha un milione e trecentomila soldati. Quanti dovremmo mandarne noi? E se uno dei nostri militari venisse ucciso, reagiremmo? Allora tanto vale attivare subito la clausola NATO. Ma è questo quello che vogliamo davvero?”
Meloni teme che questa linea aggressiva serva solo a prolungare la guerra, senza reali prospettive di successo. E soprattutto che possa infastidire Trump, che oggi – piaccia o no – guida la prima potenza mondiale e sta cercando un canale diplomatico diretto con il Cremlino.
Il piano Trump-Meloni: difesa garantita, ma niente NATO per Kiev
Secondo fonti vicine ai colloqui, l’idea che si fa strada è quella di garantire a Kiev una forma di protezione militare simile all’articolo 5 della NATO, senza però includere formalmente l’Ucraina nell’Alleanza Atlantica. Una soluzione di compromesso che potrebbe aprire a un dialogo con Mosca e, al tempo stesso, rassicurare gli alleati dell’Est Europa.
L’ipotesi sarebbe già stata discussa in modo informale con Putin, che avrebbe dato un primo assenso di principio.
Zakharova attacca Macron: “Ipocrita, ha sabotato la pace”
Da Mosca è arrivata la reazione della portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, che ha criticato Macron per le sue dichiarazioni secondo cui “Putin vuole la capitolazione dell’Ucraina”:
“Che menzogna. Per sette anni la Russia ha proposto soluzioni pacifiche, ma Francia e Germania hanno sabotato gli accordi di Minsk. Lo stesso Hollande ha ammesso che servivano solo a guadagnare tempo per armare Kiev.”
Secondo Mosca, è proprio Parigi – e con essa parte dell’Europa – a voler mantenere il conflitto aperto, anche a costo di sacrificare la sovranità ucraina per meri interessi strategici e geopolitici.
Verso una nuova fase?
Dopo due anni di conflitto e una crescente insoddisfazione interna e internazionale per la linea Biden, il cambio alla Casa Bianca potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase: quella della trattativa.
Il governo Trump sta provando a riportare la guerra sotto controllo. Ma dovrà affrontare non solo Putin e Zelensky, ma anche quei settori dell’establishment europeo che, dietro la retorica della difesa della democrazia, sembrano più interessati a prolungare il conflitto che a risolverlo.
Alma
