Treofan di Battipaglia, 78 lavoratori vittime di una multinazionale

Necessario un piano alternativo per garantire i livelli occupazionali

Sono 78 i dipendenti  della Treofan di Battipaglia che rischiano di essere licenziati nei prossimi giorni Il piano industriale presentato dalla  Jindal Group, azienda indiana che lo scorso 24 ottobre ha acquisito la proprietà dell’azienda dalla Management & Capitali(gruppo De Benedetti), prevede la chiusura dello stabilimento nel comune salernitano. La Treofan è un’azienda che si occupa della produzione di film polipropilene per imballaggi alimentari. Ha due sedi, una a Terni e l’altra a Battipaglia. In totale sono 200 i lavoratori attualmente occupati. Dopo l’annuncio di ieri da parte del ministero dello Sviluppo Economico che ha parlato di decisione “inaccettabile”, oggi con una nota l’ufficializzazione della chiusura dello stabilimento di Battipaglia (Salerno): “Jindal e Treofan – si sottolinea – sono in fase avanzata di sviluppo del nuovo piano industriale che nasce dall’opportunità di integrare le due società con l’obbiettivo di costituire il fornitore europeo di maggior successo nel settore delle pellicole per confezioni ed etichette, con il più ampio portfolio di prodotti speciali. Il management ha annunciato che il nuovo piano industriale prevede la chiusura della produzione nello stabilimento Treofan di Battipaglia”. “Si tratta – si evidenzia – di una decisione molto difficile e il management è pienamente consapevole dell’impatto di questa decisione sui colleghi coinvolti, sulle loro famiglie e sul territorio. Per questo il management stesso lavorerà per trovare una soluzione socialmente accettabile durante i negoziati, di imminente avvio, che riguarderanno le modalità di attuazione della procedura. Molti colleghi fanno parte dell’organizzazione da parecchi anni e comunque i lavoratori non hanno nessuna responsabilità per il drammatico cambiamento dello scenario di mercato avvenuto in questi anni”. In particolare, si sottolinea, “data la fortissima pressione sui prezzi e sui costi che caratterizza il settore, essere competitivi in ogni aspetto dell’organizzazione è assolutamente fondamentale per costruire un futuro sostenibile del Gruppo Jindal Treofan. Purtroppo, lo stabilimento di Battipaglia è relativamente piccolo, con tecnologie datate e focalizzate sui prodotti commodity. Tenendo conto dell’assetto produttivo, della complessiva sovra capacità produttiva esistente nel mercato e della strategia di Jindal Treofan, basata su pellicole speciali ad alto valore aggiunto, mantenere la produzione a Battipaglia – si spiega – vorrebbe dire accumulare ulteriori perdite con un impatto negativo su tutte le componenti della società”. “Viceversa la strategia di Jindal Treofan è di dotarsi di un assetto competitivo in termini di qualità, capacità produttiva, costo del lavoro, logistica e di tutti gli aspetti fondamentali.
La missione condivisa dal management di Jindal e di Treofan è di realizzare insieme questo disegno. La priorità del management è quindi quella di integrare con successo le due società a livello di gruppi di lavoro, processi, e produzioni, creando la base per un futuro sostenibile a vantaggio di tutti gli stakeholder:
clienti, lavoratori, investitori e comunità locali”.

Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali: “Lavorare per una soluzione alternativa”: “Purtroppo per la Treofan di Battipaglia si è verificato ciò che era prevedibile. La multinazionale indiana Jindal ha comunicato, con una lettera glaciale, la chiusura dello stabilimento produttivo di Battipaglia. Un insediamento che viene definito piccolo, con tecnologie datate. Non è così: Battipaglia ha uno stabilimento innovativo, giovane, dinamico, che ha molto da dire. Evidentemente il tavolo tecnico presso il Ministero dello Sviluppo economico ha fallito il suo obiettivo. La Jindal ha mancato di rispetto al Governo italiano oltre che ai lavoratori e al territorio. Il ministro Di Maio prenda subito posizione e intervenga con l’ambasciata indiana. Bisogna accendere una luce sui lati oscuri di questa vicenda. E’ ora di lavorare a soluzioni di alternativa: ci vuole un compratore italiano, uno inserito nella filiera, che voglia rilevare questa attività che può ancora dare molto. Continuiamo a lottare per Treofan“. Lo dichiara in una nota Federico Conte, deputato  di Liberi e Uguali.

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