Trasporto pubblico: nelle città italiane circolano bus troppo vecchi, il 34 % ha più di 10 anni

28,1% quota di autobus a basse emissioni

Nelle Città italiane circolano troppi bus vecchi, obsoleti, pericolosi per la sicurezza dei cittadini-utenti e produttori di inquinamento ambientale. Il 34,8% degli autobus ha più di 10 anni. E’ quanto emerge dal Report Ambiente urbano, anno 2019, diffuso dall’Istat.

Poichè gli autobus forniscono la maggior parte dell`offerta (il 55,3% dei posti-km, ma oltre il 90% fuori dalle città  metropolitane), il rinnovamento del parco circolante è un altro fattore cruciale per la sostenibilità  del Trasporto pubblico locale e la qualità  del servizio. Soltanto il 32% degli autobus in servizio è conforme allo standard Euro 6 (vigente dal 31 dicembre 2012) mentre il 34,8% è in classe Euro 4 o inferiore (41,6% nel Mezzogiorno) e pertanto è stato immatricolato prima del 2008.

I bus a basse emissioni (fra cui ibridi e bi-fuel, non tutti Euro 6) sono il 28,1% del totale (+4,6 punti dal 2015). Tra questi prevalgono i veicoli a gas (24,7%, contro 3,4% di elettrici/ibridi). Fra i capoluoghi metropolitani, la quota di autobus a basse emissioni tocca il 53,4% a Bari, il 62,1% a Catania e il 69,2% a Bologna.

Nonostante i progressi degli ultimi anni in diversi comuni capoluogo, la rete su ferro del Tpl è ancora poco sviluppata e circoscritta a poche città : il filobus viaggia in 13 comuni su 268,5 km di linee (+17,4% dal 2015), il tram in 11 città su 369,2 km (+2,7%), la metropolitana in sette città su 191,2 km (+2,2%).

Soltanto Milano e Torino, inoltre, hanno reti tranviarie molto estese in rapporto all`area urbanizzata (122 e 65 km per 100 km2, contro i 16 di media delle altre città  servite). Tra i capoluoghi metropolitani, le densità  di rete più elevate si rilevano a Milano e Napoli per la metropolitana (49 e 18 km per 100 km2), a Cagliari e Bologna per il filobus (74 e 57 km per 100 km2).

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