La tragedia solleva interrogativi su sicurezza e età pensionabile in Italia, sempre più spostata verso i 70 anni
Un grave incidente sul lavoro ha tolto la vita questa mattina a Nicola Iezza, 68 anni, originario di Pompei, coinvolto nei lavori per la galleria del potabilizzatore della diga di Campolattaro, a Casalduni, in provincia di Benevento. L’uomo sarebbe caduto da un macchinario per la spruzzatura del cemento.
L’allarme è scattato intorno alle 10.30 quando i colleghi hanno assistito alla caduta e hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Purtroppo, ogni tentativo di salvarlo è stato vano. Il corpo è stato trasportato all’obitorio dell’ospedale San Pio di Benevento, dove il pm Marilia Capitanio ha disposto l’autopsia. Il medico legale Emilio D’Oro ha già effettuato il sopralluogo nel cantiere.
I carabinieri della stazione di Ponte stanno conducendo le indagini, mentre l’Ispettorato del lavoro ha avviato tutti gli accertamenti. Da una prima verifica risulta che Iezza fosse regolarmente assunto dalla ditta appaltatrice.
La morte dell’operaio solleva interrogativi profondi sulla sicurezza nei cantieri e sull’età dei lavoratori in settori ad alto rischio. A 68 anni, molti dovrebbero godere della pensione e di un meritato riposo. E invece Nicola Iezza era ancora in un cantiere, impegnato in un lavoro fisicamente gravoso e ad alto rischio. Le leggi in vigore in questo Paese approvate dai governi di centro sinistra e di centro destra spingono l’età pensionabile verso i 70 anni, e così uomini e donne con decenni di esperienza sono costretti a svolgere mansioni che mettono a dura prova la loro salute e la loro sicurezza.
“Siamo di fronte a una emergenza nazionale: ci sono le leggi e non si applicano o, peggio, si ignorano le norme in materia di prevenzione e formazione per i lavoratori, che sono il vero anello debole nella filiera. Ma ciò che più fa riflettere è che ad essere colpiti sono sempre gli stessi settori e, se appena ieri abbiamo evitato una tragedia grazie all’adozione di dispositivi e misure per la sicurezza, oggi commentiamo l’ennesima morte dovuta a carenze strutturali, peraltro in un cantiere di un’opera strategica come quella di Campolattaro, finanziata con i fondi del PNRR. Quando questo Governo prenderà coscienza della gravità del fenomeno e interverrà con misure davvero efficaci?” Così ha commentato l’incidente Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania, sottolineando la necessità di interventi concreti per tutelare i lavoratori, soprattutto quelli più anziani, in contesti ad alto rischio.
L’incidente di Casalduni non è solo una tragedia individuale: è un campanello d’allarme sul tema della sicurezza, dell’invecchiamento della forza lavoro e della responsabilità delle istituzioni nel garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose.
Ciro Crescentini
