Oltre 500 persone al circolo La Poderosa per dire al pensiero unico. In piazza Carignano solo poche decine di manifestanti.
È stato un successo di pubblico e di contenuti l’incontro ospitato dal circolo La Poderosa di Torino, dove oltre cinquecento persone hanno affollato la sala per ascoltare Stefano D’Orsi, Moni Ovadia, Alessandro Di Battista e Vincenzo Lorusso. L’affluenza è andata ben oltre la capienza del locale: centinaia di cittadini sono rimasti fuori, seguendo gli interventi grazie agli altoparlanti e alla diretta streaming su YouTube e Facebook.

Una partecipazione che ha assunto il valore di un messaggio politico chiaro: basta censura, basta russofobia. In tempi di conformismo mediatico e pensiero unico, l’incontro alla Poderosa è diventato una piazza di libertà, dove si è discusso senza timori di scomuniche o etichette precostituite.
Ben diverso lo scenario in piazza Carignano, dove Pina Picierno e Carlo Calenda, con Azione, Italia Viva, +Europa, Europa Radicale e la Comunità Ucraina di Torino, hanno provato a contrapporre una manifestazione contro l’evento, accusato di simpatie filorusse. Lo slogan scelto, “Torino non russa”, non è però bastato a richiamare la città: una manciata di persone, poco più di ottanta, hanno partecipato al presidio, rendendo evidente il fallimento politico e simbolico dell’iniziativa.

Mentre fuori dalla Poderosa si respirava l’aria di un dibattito vivo e affollato, in piazza Carignano si contavano più bandiere che cittadini. Torino ha scelto da che parte stare: dalla parte della libertà di parola, del confronto aperto e contro ogni forma di intolleranza e russofobia.
Ciro Crescentini

