Tg1, scivolone su Napoli Est: “La polizia sanifica, ora applausi. Di solito è nemica”

Scatena l’indignazione un servizio sulla sanificazione per le strade di San Giovanni a Teduccio: “Di solito qui tirano oggetti dai balconi”

Scivolone del Tg1 delle 20, inciampato in un groviglio di luoghi comuni su Napoli Est. Tutto parte dalla sanificazione per le strade, operata da mezzi della polizia. Le forze dell’ordine spruzzano disinfettante anti Covid 19. E il servizio pubblico, invece, sparge pregiudizi in prima serata. Con effetti venefici, testati dalle reazioni indignate sui social network. Un unico filo narrativo, introdotto dal lancio della conduttrice: “I mezzi antisommossa si aggirano nei quartieri più difficili di Napoli. Non è un blitz anti camorra ma la sanificazione accolta dagli applausi della gente”. Una trama ininterrotta, orchestrata dall’inviato Giacinto Pinto. “Gli applausi dai balconi e dalle finestre di San Giovanni a Teduccio – spiega – sono tutti per il passaggio la polizia”. E qui sembra partire un racconto lontano dagli stereotipi, per mostrare una Napoli diversa dal brand dilagante. Ma è un’impressione sbagliata. “Qua di solito quando viene la polizia non è ben accetta” domanda l’inviato ad un residente. Lui, imbarazzato, risponde: “Nun me facità parlà”. Quindi il copione riprende. “Gli agenti non sono venuti qui per un blitz ma per sanificare le strade con gli idranti – chiarisce Pinto – le forze dell’ordine quando arrivano qui per arresti e perquisizioni, vengono accolte in tutt’altro modo. Molto spesso con il lancio di oggetti dai balconi”. In rapida sequenza, spunta tutto il campionario. “San Giovanni a Teduccio ma anche Barra, Ponticelli, Scampia, i quartieri della periferia di Napoli dove – ricorda il servizio – da anni si combatte la guerra dei clan”. Un marchio indelebile per ogni abitante, anche se estraneo – come tanti – alla camorra. Il finale non risparmia la retorica del ghetto, e lascia puntini sospensivi: “Ora anche in questi palazzi fatiscenti per tante famiglie l’unico nemico da combattere è il virus”. Come dire: e dopo? La risposta già fluttua nell’immaginario dello spettatore.

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