La Casa Bianca prende le distanze: “Non aiuta la causa né di Israele né degli Stati Uniti”
Un’operazione militare israeliana ha colpito nella notte un’abitazione a Doha, in Qatar, dove si trovavano alti esponenti della leadership politica di Hamas. L’attacco, che secondo fonti della sicurezza avrebbe utilizzato munizioni di precisione, ha preso di mira una residenza associata a Khalil al-Hayya, dirigente di spicco del movimento islamista, nelle vicinanze di un edificio precedentemente usato da Ismail Haniyeh, capo dell’ufficio politico di Hamas.
Secondo fonti di Hamas citate dal quotidiano Asharq Al-Awsat, l’attacco ha causato danni e feriti, ma avrebbe mancato in parte l’obiettivo principale. L’operazione rappresenta un’escalation senza precedenti: è la prima volta che Israele colpisce direttamente su suolo qatariota, un Paese considerato neutrale e mediatore nei negoziati tra le parti in conflitto nella Striscia di Gaza.
Reazioni internazionali: Qatar e USA condannano l’attacco
Il governo del Qatar ha condannato duramente l’operazione, definendola un “atto codardo” e una “flagrante violazione del diritto internazionale e della sovranità nazionale”. Le autorità di Doha hanno annunciato l’apertura di un’inchiesta ufficiale, affidata ai massimi vertici istituzionali.
Anche la Casa Bianca ha espresso forte disappunto per l’attacco israeliano. Secondo fonti della CNN e del Wall Street Journal, l’ex presidente Donald Trump sarebbe stato informato in anticipo da Israele, e l’amministrazione americana avrebbe avvertito il Qatar solo dopo. La portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che, pur condividendo l’obiettivo di smantellare Hamas, “bombardare all’interno di un Paese alleato come il Qatar, impegnato in difficili mediazioni diplomatiche, non promuove gli interessi né di Israele né degli Stati Uniti”.
Meloni: “Solidarietà al Qatar, serve fermare l’escalation”
La premier italiana Giorgia Meloni ha espresso “sincera vicinanza” all’Emiro Tamim bin Hamad Al Thani e al popolo del Qatar. In un messaggio diffuso sui social, ha ribadito il sostegno dell’Italia a ogni sforzo diplomatico per mettere fine alla guerra a Gaza, sottolineando che “l’Italia è contraria a ogni forma di escalation che possa aggravare ulteriormente la crisi in Medio Oriente”.
La crisi diplomatica si aggrava
Questo attacco rischia di compromettere gravemente i già fragili negoziati in corso per un cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Colpire una delegazione di Hamas in un Paese terzo, presente per tentare un canale negoziale, secondo osservatori internazionali, equivale a minare ogni possibilità di soluzione diplomatica e apre le porte a una nuova fase del conflitto, fondata sul confronto armato e non più sulla diplomazia.
Red
