Sventola la bandiera con la stella rossa, sconfitta definitiva dell’Isis

 

La vittoria della coalizione arabo-curda. Le ultime sacche della resistenza del sedicente califfato si concentravano ormai in una manciata di chilometri lungo il fiume Eufrate e nelle zone montuose

Il 23 marzo potrebbe essere ricordato come il giorno in cui lo Stato islamico e’ stato definitivamente sconfitto. Stando  Mustafa Bali, il portavoce delle Forze democratiche curde – siriane (Sdf), l’ultimo nucleo dell’Isis si e’ arreso, e la citta’ di Baghouz, con l’intera provincia di Dair Ez-Zor, e’ stata riconquistata. “L’Sdf- sottolinea Bali- annuncia la completa eliminazione del sedicente califfato, la sconfitta  dell’Isis sul 100 per cento del territorio. In questa memorabile giornata, rendiamo onore alle migliaia di martiri i cui sforzi hanno reso questa vittoria possibile”.  L’Sdf e’ la coalizione arabo-curda, che da settimane era impegnata nella riconquista dell’ultima roccaforte jihadista nel nord-est della Siria.

Negli ultimi giorni centinaia di combattenti, con le loro famiglie, si sono arresi, e le Sdf, sostenute dalla milizia curda dell’Ypg, hanno battuto palmo a palmo il territorio circostante per eliminare i depositi di armi e bonificare i covi dei jihadisti. Le ultime sacche della resistenza si concentravano ormai in una manciata di chilometri lungo il fiume Eufrate e nelle zone montuose. A proclamare l’istituzione del sedicente Stato islamico di Iraq e Siria (da cui l’acronimo ‘Isis‘) e’ stato Abu Bakr Al-Baghdadi a fine giugno del 2014, approfittando della profonda instabilita’ di questi due Paesi. Sebbene il movimento armato sia ormai distrutto da un punto di vista militare, gli esperti da tempo avvertono della minaccia rappresentata da quei combattenti che sono riusciti a fuggire. Tra loro ci sarebbero anche degli occidentali. La battaglia di Baghouz ha causato un enorme esodo di civili – la citta’ e i suoi dintorni si stima fosse abitata da circa 60mila persone – che ora affollano i campi profughi circostanti in condizioni di forte precarieta’, come ha denunciato la Mezzaluna rossa siriana.

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