Strage di Strasburgo, assalitore ucciso in un blitz: l’Isis rivendica

A 48 ore dall’attentato Cherif Chekatt è morto in un conflitto a fuoco con le forze speciali. Sono cinque i fermati nell’ambito delle indagini

La caccia è finita seguendo il copione più probabile. Cherif Chekatt, il killer di Strasburgo, è stato ucciso in un conflitto a fuoco con le forze speciali. L’atto finale a Neudorf, il suo quartiere. Qui aveva fatto perdere le tracce 48 ore fa, dopo l’attentato nel mercato di Natale. Intanto, L’Isis ha rivendicato la strage terrorista, definendo Cherif Chekatt un “soldato” dello Stato Islamico. Anche stavolta lo rende noto il Site, citando l’Amaq, l’agenzia dell’Isis. Chekatt è morto durante un blitz nella rue du Lazaret. Aveva con sé una pistola e un coltello. Secondo la ricostruzione, è stato lui ad aprire il fuoco contro i poliziotti, che lo hanno successivamente “neutralizzato”. Il terrorista si era rifugiato in un deposito vicino alla Plaine-des-Bouchers, vicino al centro di Strasburgo, nel quartiere della Meinau. Un luogo non lontano da Neudorf dove aveva fatto perdere le tracce 48 ore fa.

 

Nell’ambito delle indagini, gli inquirenti hanno raccolto la testimonianza del tassista costretto da Chekatt a trasportarlo a Neudorf. Il terrorista avrebbe detto al conducente di aver ucciso per “vendicare i nostri fratelli morti in Siria”. Il guidatore afferma di essere stato risparmiato perché di religione musulmana. E il cerchio si stringe intorno ai presunti fiancheggiatori. Fermato un amico di Chekatt, che lo avrebbe ospitato la notte precedente l’attentato. È il quinto ad essere bloccato dopo il padre, la madre e due fratelli del jihadista. A Parigi, la polizia ha perquisito la casa dove una delle sorelle abita con il marito, a boulevard Raspail.

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