Strage di Berlino, Amri ucciso nel Milanese in sparatoria con la polizia: “Poteva colpire ancora”

Il conflitto a fuoco durante un controllo stanotte a Sesto San Giovanni. Un poliziotto ferito ad una spalla. Il questore di Milano: “”Era una scheggia impazzita, un latitante pericolosissimo che, da libero avrebbe potuto compiere altri attentati”

Anis Amri, il killer della strage di Berlino, è stato ucciso stanotte in una sparatoria a Sesto San Giovanni, nel Milanese. Il terrorista è morto dopo aver urlato “Allah Akbar” e aver sparato ai poliziotti che gli chiedevano di mostrar loro i documenti. Il fatto è accaduto durante un normale controllo stradale in piazza I Maggio intorno alle 3. Amri era appena sceso da un treno preso in Francia, ma è incappato in un controllo. Il terrorista è stato identificato dalle impronte digitali e dalla misura del volto.

Secondo quanto riferito dalla polizia l’uomo, che era a piedi, alla richiesta di mostrare i documenti avrebbe tirato fuori una pistola dallo zaino e avrebbe sparato a un poliziotto, colpendolo a una spalla. A quel punto gli agenti avrebbero risposto al fuoco, sparando. Il poliziotto ferito è stato portato all’ospedale di Monza: le sue condizioni non sono gravi. Sull’episodio indaga il pool antiterrorismo della Procura di Milano.

 

IL QUESTORE: “AMRI PERICOLOSISSIMO, POTEVA COLPIRE ANCORA” –  “Era una scheggia impazzita, un latitante pericolosissimo che, da libero avrebbe potuto compiere altri attentati”. A dirlo è il questore di Milano Antonio de Iesu. “La pistola trovata in suo possesso gli si è materializzata in mano. Era carica e pronta all’uso”. “E’ arrivato dalla Francia in treno, è transitato da Torino, è arrivato a Milano all’una di notte. E al momento del controllo, a Sesto, Anis Amri era solo”. De Iesu spiega che alla sparatoria si è arrivati durante una “normale attività di controllo del territorio” svolta da due agenti che “hanno seguito le procedure stabilite”.  Amri, fermato e controllato perché alle 3 di notte si aggirava vicino alla stazione di Sesto San Giovanni, “era degno di controllo”. A insospettire i poliziotti il fatto che fosse “solo e fermo”. Dalla volante è sceso il capopattuglia che gli ha chiesto i documenti, mentre l’autista era un agente in prova. “Amri era tranquillissimo, parlava italiano anche se con accento straniero”. Agli agenti ha detto di essere di Reggio Calabria ma l’accento non ha convinto Christian Movio, l’agente che sta eseguendo il controllo, che gli chiede di rovesciare il contenuto del suo zainetto sul cofano della macchina. A quel punto Amri estrae la pistola calibro 22 dalla giaccae spara, colpendo Movio a una spalla. Immediata la reazione dell’agente in prova che si nasconde dietro la volante e risponde al fuoco, mentre Amri urla “poliziotti bastardi”. Due i colpi esplosi dall’agente, uno mortale finito nel costato di Amri. Inutile il tentativo di rianimarlo, dopo dieci minuti è morto.

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