Stato di agitazione della Federazione autotrasportatori italiani

Sotto accusa la mobilità che impedisce l’accesso dei mezzi pesanti al tratto tra Salerno e relativo porto e Cava de’ Tirreni

Annunciato lo stato di agitazione dalla Federazione autotrasportatori italiani. Stato di agitazione, proclamato, e che proseguirà se non verranno trovate soluzioni al grave problema della mobilità, che, attualmente, impedisce l’accesso dei mezzi pesanti che superano i 75 quintali al tratto tra Salerno e relativo porto e Cava de’ Tirreni. Sia la A3, per controlli di sicurezza della viabilità, che la strada statale, su ordinanze comunali sono infatti chiuse al traffico ai camion oltre i 75 quintali. E quindi i tir sono costretti ad andare sull’A30. Questo comporta ovviamente un aggravio di circa 50 chilometri rispetto al percorso tradizionale, che si traduce in maggiori costi per le aziende di autotrasporto e per tutto quanto riguarda l’intero settore. “La situazione non è più sostenibile – ha detto il segretario regionale coordinamento Fai, Angelo Punzi – A tutto questo si aggiunge anche un aumento del gasolio che rende quei 50 chilometri in più da percorrere ancora più gravosi. L’unica alternativa è darci la possibilità di utilizzare la strada statale 18 per un paio di mesi. Ed ancora chiediamo l’apertura nel doppio senso di via Benedetto Croce che ridurrebbe l’impatto dell’autotrasporto per e da il porto di Salerno e darebbe agli automobilisti che si recano a Salerno un’alternativa valida per non dirigersi al porto. Chiediamo un incontro al Prefetto di Salerno che si faccia garante di un confronto diretto con i sindaci dei comuni di Cava de’ Tirreni e di Vietri sul Mare e con l’assessore alla mobilità del comune di Salerno. Se non avremo risposte concrete siamo pronti a mettere in atto una serie di manifestazioni per portare all’attenzione di tutti il disagio che l’intero comparto sta vivendo”.

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