Selfie con Salvini, licenziato delegato Cgil.  Potere al Popolo lo difende:”Vittima del fascismo sui posti di lavoro”

Il lavoratore era in malattia per una patologia certificata da specialisti e si trovava fuori di casa su raccomandazione dei propri medici. La foto inoltre sarebbe stata scattata fuori dalle fasce di reperibilità, poco prima di prelevare i figli dalla scuola a Granarolo.

Licenziato un delegato della Cgil  perché  si è fatto un selfie con Matteo Salvini. Un provvedimento che da subito è apparso avere un carattere punitivo.   Christian Lanzi, delegato Filt-Cgil, e già candidato con la Lega e il centrodestra nel suo comune, a maggio. Vive a Granarolo, ha moglie e tre figli. Ma la sera del 22 gennaio è arrivata per lui la lettera di licenziamento dalla ditta A3S, che lavora all’interporto di Bologna. Un provvedimento che da subito è apparso avere un carattere punitivo. La foto risale al 18 novembre 2018, quando l’ex ministro dell’Interno visitò lo zuccherificio di Minerbio Coprob. Lanzi, candidato e non eletto a maggio al consiglio comunale del comune di residenza con una lista appoggiata da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, al momento dello scatto era in un periodo di malattia dal 2 ottobre al 6 dicembre. Come spiegano i suoi legali, i medici specialisti avevano vivamente raccomandato Lanzi di uscire di casa, ovviamente fuori dalle fasce di reperibilità. Il delegato della Filt Cgil era in malattia per una patologia certificata. “Dovevo essere a casa dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 — spiega Lanzi — e l’evento con Salvini iniziava alle 15 mentre il selfie è delle 16.10. Alle 16.30 sono andato a prendere i bimbi a scuola a Granarolo, che dista pochi chilometri da Minerbio. Poi subito a casa per farmi trovare in caso di controllo”.

Giorgio Cremaschi

A fianco di Lanzi scende in campo Giorgio Cremaschi, comunista, ex leader della Fiom Cgil nazionale e attuale portavoce nazionale di Potere al Popolo: “A me non importa con chi si è fatto il selfie, mi importa che un operaio è stato ancora una volta spiato dal padrone e licenziato perché si é fatto fotografare all’aperto durante la malattia – afferma Cremaschi –  Era in una malattia lunga che secondo i medici necessita anche di uscite all’aperto. I contratti e le leggi prevedono i periodi di reperibilità, cioè orari durante i quali il lavoratore ammalato deve stare a casa per aspettare una eventuale visita di controllo – aggiunge Cremaschi –  L’operaio aveva rispettato tutte queste regole, ma è stato licenziato lo stesso perché per il suo padrone la malattia è come il carcere, così come tanti posti di lavoro stanno diventando carcere. Questo operaio, iscritto alla Cgil, merita tutta la nostra solidarietà anche se frequenta cattive compagnie politiche – sottolinea l’ex leader nazionale della Fiom Cgil –  Anche se Salvini e la Lega sono responsabili come il PD della distruzione dei diritti del lavoro e della criminale cancellazione dell’articolo 18 e imbrogliano gli operai quando fanno credere che stanno con loro, quando in realtà stanno coi loro padroni, esattamente come il PD.Questo operaio, come tanti altri, è vittima del fascismo che dilaga nei luoghi di lavoro e speriamo che capisca che non ha senso stare con la Lega, che non gli ha neppure espresso solidarietà – conclude Cremaschi –  Gliela esprimiamo noi, che stiamo sempre con gli sfruttati contro gli sfruttatori, comunque essi votino

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