Centinaia di istituti rischiano il blackout digitale dopo la fine dei fondi statali. La denuncia della Flc Cgil: spese insostenibili per i bilanci scolastici
La transizione digitale della scuola italiana si scontra con una cruda realtà: la scadenza del piano per la banda ultra larga finanziato nel 2021 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha lasciato centinaia di istituti senza connettività. Poiché i fondi originari sono esauriti e il Ministero dell’Istruzione e del Merito non ha predisposto alcuna continuità, i dirigenti scolastici si trovano costretti a far fronte autonomamente alle spese per non bloccare le attività didattiche e amministrative.
Il problema non riguarda guasti tecnici fortuiti, bensì l’interruzione di un servizio fondamentale. Come denuncia Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil: “Non si tratta di un guasto tecnico: questo progetto garantiva la connettività alle scuole per cinque anni. Oggi, scaduto il finanziamento, è stato semplicemente spento, senza alcuna soluzione alternativa da parte del ministero. Per continuare a svolgere la normale attività didattica e amministrativa, gli istituti si trovano così a dover provvedere in autonomia, con un esborso medio di 3-4mila euro l’anno a carico del proprio bilancio. Una spesa insostenibile, che rischia di mettere in gravissima difficoltà soprattutto le scuole del primo ciclo, quelle con meno risorse e bilanci più ridotti”.
Di fronte a questa emergenza, la risposta ufficiale di viale Trastevere è apparsa evasiva, limitandosi a rimandare la questione alla Presidenza del Consiglio, mentre indiscrezioni parlano di un ipotetico futuro bando i cui tempi restano però avvolti nel totale silenzio.
Il progetto originario, denominato “Piano Scuola Connessa” e gestito da Infratel Italia con i fondi del Pnrr, aveva l’obiettivo di portare internet ultraveloce fino a 1 Gigabit al secondo in tutte le scuole pubbliche. Ora, completata la fase progettuale, i presidi rimangono isolati e privi di risposte istituzionali anche a livello locale, con i tentativi di coinvolgere i sindaci risolti in un nulla di fatto.
La contraddizione appare evidente nell’era dei registri elettronici, dei laboratori innovativi e della didattica digitale. Conclude duramente la leader della Flc Cgil: “Siamo all’assurdo! Nell’epoca della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale, di aule e laboratori innovativi, della cosiddetta scuola 4.0, del registro elettronico obbligatorio e della didattica digitale, il ministero lascia le scuole senza Internet e chiede loro di pagarselo da sole. Sollecitiamo il ministero dell’Istruzione e del Merito a intervenire immediatamente per ripristinare la connettività in tutte le scuole e per garantire un finanziamento strutturale e stabile, che non gravi sui bilanci già esigui degli istituti scolastici. Non si può parlare di innovazione e poi spegnere la rete”.
Ciro Crescentini
