La ragazza leccese è morta dopo cinque giorni di agonia. Nelle stesse ore è deceduto in ospedale anche il giovane coinvolto nell’incidente sulla Domiziana.
Non ce l’ha fatta Rebecca Pepe, la 24enne di Lecce travolta venerdì sera in viale Anton Dohrn, a Napoli. Dopo cinque giorni di agonia, i medici dell’Ospedale del Mare hanno constatato la morte cerebrale. I genitori, di fronte alla drammaticità della situazione, hanno scelto di autorizzare la donazione degli organi.
Rebecca si trovava a Napoli per qualche giorno di vacanza insieme ad alcuni amici. La sua serata si è trasformata improvvisamente in tragedia quando è stata investita da un’automobile. Al volante c’era un ragazzo di 19 anni che, dopo l’impatto, si è allontanato senza fermarsi e senza prestare soccorso.
La fuga era durata fino al giorno successivo, quando il giovane si è presentato alle autorità mentre gli agenti della polizia municipale erano già sulle sue tracce. La patente gli era stata nel frattempo ritirata.
La morte della giovane leccese cambia ora il quadro giudiziario dell’inchiesta. Per il 19enne si profila l’accusa di omicidio stradale aggravato dalla fuga, a seguito del decesso della ragazza.
La tragedia di Rebecca si inserisce, a poche ore di distanza, in un altro drammatico incidente avvenuto lungo una delle arterie più trafficate della Campania. Al Pinetagrande Hospital è morto anche il ventenne rimasto gravemente ferito sabato sera mentre percorreva la Domiziana, nel territorio di Castel Volturno, a bordo di una bicicletta elettrica guidata da un amico.
I due giovani, entrambi originari del Bangladesh e appena ventenni, erano stati investiti da un’automobile mentre attraversavano la strada. Per uno dei due non c’era stato nulla da fare: era morto sul posto. L’altro era stato invece trasferito in ospedale, dove ha continuato a lottare fino alla morte.
Due incidenti diversi, ma accomunati da un bilancio drammatico: in pochi giorni, tre giovani vite spezzate sulle strade campane. La Domiziana, in particolare, resta da tempo sotto l’attenzione delle forze di polizia locali per le criticità legate alla sicurezza e all’intenso traffico, soprattutto durante la stagione estiva.
Sul caso di Rebecca, intanto, l’indagine proseguirà per ricostruire con precisione la dinamica dell’investimento e le responsabilità del giovane alla guida. Per la famiglia della 24enne, invece, resta il dolore per una vita interrotta troppo presto, insieme alla scelta di trasformare una tragedia in un gesto di solidarietà attraverso la donazione degli organi.
Alessandro Manna

