Il progetto “1,2,3 Cresci!” finisce al centro delle polemiche per le associazioni partner guidate dalle mogli dei dirigenti. Chiesto l’intervento del sindaco Carbone
A San Giorgio a Cremano si addensano ombre sempre più fitte sulla gestione dei fondi europei destinati alle politiche sociali. Nei corridoi del Municipio il clima è tesissimo: a far tremare i palazzi della politica locale è un finanziamento PNRR da ben 248 mila euro, stanziato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale e destinato al progetto educativo e formativo denominato “1,2,3, Cresci!”.
Sulla carta, l’iniziativa si presenta con intenti nobili: accompagnare genitori, bambini e docenti attraverso un percorso di integrazione e potenziamento dell’offerta scolastica per la prima infanzia, coinvolgendo anche tre istituti statali del territorio. Tuttavia, quello che doveva essere un fiore all’occhiello rischia di trasformarsi in uno scandaloso caso di “parentopoli” o, come è stato già ribattezzato in città, di applicazione sistematica del metodo “Tengo Famiglia”.
A sollevare fortissimi dubbi è l’intreccio di nomi e cariche tra i soggetti attuatori e i partner dell’iniziativa. Il progetto vede come associazione capofila la “4S”, guidata da un attuale assessore del Comune di Caivano. Ma l’aspetto più sconcertante riguarda le realtà partner del sodalizio: tra queste figurano due associazioni del Terzo Settore i cui vertici sono riconducibili a legami famigliari diretti con i vertici decisionali della macchina amministrativa. Una delle associazioni partner è infatti presieduta dalla moglie di un dirigente comunale di San Giorgio a Cremano, mentre un’altra è guidata dalla moglie del presidente della stessa associazione capofila. Un cerchio perfetto che si chiude tra amici ed ex colleghi di lungo corso.
Come se non bastasse, tra i componenti degli organi direttivi del soggetto attuatore spunterebbe persino il nome di un agente della Polizia Municipale in servizio proprio a San Giorgio a Cremano. Un dettaglio che solleverebbe un clamoroso conflitto di interessi tra chi deve controllare sul territorio e chi gestisce i progetti territoriali finanziati.
La vicenda è finita al centro del dibattito pubblico ed è stata affrontata oggi anche nella seguitissima rubrica Facebook “On the road” condotta da Aquilino Di Marco e Giorgio Carcatella.
Durante la diretta, gli approfondimenti sulla vicenda hanno evidenziato la gravità dei fatti e i dubbi sulla legittimità delle procedure amministrative adottate. Tra i punti più caldi sollevati c’è proprio l’assenza, tra gli atti pubblici visibili dell’Ente, di una delibera di Giunta che dia un chiaro atto di indirizzo politico-amministrativo a monte per l’adesione a questa specifica partnership. Se i burocrati avessero gestito un intervento di tale portata economico-programmatica in totale autonomia, ci si troverebbe di fronte a una grave esautorazione della politica.
Trattandosi di risorse pubbliche ed europee, la questione non può essere liquidata come una semplice vicenda burocratica. Non bastano le riforme legislative a cancellare l’inopportunità etica e politica di operazioni dove le risorse destinate ai più deboli finiscono nei perimetri familiari della burocrazia.
Per queste ragioni, si chiede con forza al sindaco Michele Carbone di rompere il silenzio, fare immediata luce su questa vicenda e avviare senza indugio un’inchiesta interna per accertare tutte le responsabilità. In attesa che venga fatta piena trasparenza sugli atti e sui finanziamenti erogati, si ritiene indispensabile avviare le opportune procedure di sospensione cautelare nei confronti del dirigente coinvolto, a tutela della legalità e dell’immagine della città.
Ciro Crescentini
