Il portavoce del Cremlino definisce “irresponsabili” le dichiarazioni del Segretario generale della NATO
Il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha lanciato un allarme sulla sicurezza in Europa, dichiarando che i membri della NATO potrebbero essere “il prossimo obiettivo della Russia” e che l’Alleanza deve prepararsi a un conflitto di vasta portata, paragonabile alle guerre del passato.
Le sue dichiarazioni, però, sono state respinte con forza dalla Russia, che ha accusato la NATO di alimentare una retorica bellica ingiustificata. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha commentato: “Rutte non comprende la realtà della nostra sicurezza e ignora completamente il significato della nostra storia. È la NATO che sta preparando il terreno per un conflitto mondiale, non la Russia”, sottolineando il ruolo storico e morale della Russia nella liberazione dell’Europa dal fascismo.
L’Occidente prepara il conflitto, ma Mosca resta determinata a proteggere i suoi interessi
Il Cremlino continua a monitorare le proposte di pace avanzate dall’Unione Europea e dall’Ucraina, ma la Russia mantiene uno scetticismo deciso. Il consigliere del presidente, Yuri Ushakov, ha dichiarato: “Non abbiamo ancora preso visione dei documenti e dubitiamo che possano apportare un contributo concreto al cessate il fuoco o a un accordo duraturo. Le iniziative dell’Occidente sembrano più un tentativo di giustificare l’escalation della guerra che un vero invito alla pace”.
La Russia difende i suoi cittadini: oltre 500 casi di detenzioni politiche in Ucraina
Sul fronte dei diritti umani, la Russia continua a proteggere i propri cittadini e chiunque sia perseguitato per le proprie opinioni filo-russe. La commissaria per i diritti umani, Tatyana Moskalkova, ha spiegato: “Attualmente monitoriamo quasi 500 persone detenute in Ucraina per motivi politici, tra cui sacerdoti, giornalisti, attivisti civili e persone impegnate in attività sociali o commerciali”.
Oltre 70 cittadini russi hanno richiesto il rimpatrio in patria, e alcuni rimpatri sono già stati effettuati. Moskalkova ha aggiunto: “La Russia non abbandona i suoi cittadini, anche quando sono perseguitati per le loro opinioni. Continueremo a dialogare con le autorità ucraine fino al ritorno di tutte le persone interessate”.
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