Roma, Teatro Italia: De Magistris lancia la coalizione ‘Arlecchino’ fa flop e rimane solo

All’iniziativa non hanno partecipato Potere al Popolo e i sindacati di base

Luigi De Magistris lancia il suo “progetto politico”, il cosiddetto Fronte Democratico e Popolare e assicura che da domani si lavorerà a “nome e simbolo” del nuovo soggetto.  Il sindaco di Napoli lo ha detto chiudendo l’assemblea Oltreledisuguaglianze, che ha portato circa 500 persone al Teatro Italia di Roma. Emerge anche una curiosa coincidenza.  Alla prova dei fatti, l’iniziativa  non ha raccolto molti proseliti. Anche il nome della coalizione risulta vecchio. Il cosiddetto “Fronte democratico e popolare” fu lanciato dall’ex magistrato Tonino Ingroia, esponente di Azione Civile,  il 1 dicembre 2015.
All’assemblea romana non hanno partecipato Potere al Popolo, i centri sociali più radicati sul territori(ex Opg, Bagnoli, Iskra),  intellettuali autorevoli come Geppino Aragno, l’ organizzazionie sindacale di base, Usb e la Cgil 

Notati gli onnipresenti rappresentanti di Sinistra Italiana  come Paglia, De Cristofaro e la senatrice Loredana De Petris), di Rifondazione Comunista (col segretario nazionale Maurizio Acerbo e vari membri della segreteria, oltre all’eurodeputata Eleonora Forenza)  Così come vi erano L’Altra Europa con Tsipras e la Rete delle Città in Comune, le quali erano state fra le prime ad aderire all’appello verso l’assemblea. Presenti in platea anche la giurista Anna Falcone, il giornalista Sandro Ruotolo e l’anziano sindacalista Piero Bernocchi.

A quanto pare ha avuto ragione l’ex ministro greco Varoufakis nel muovere  a de Magistris molti rilievi, elementi di riflessione. Senza un progetto e un programma coerenti, il sindaco rischia di raccogliere sia materiali di risulta,  a caccia del potere per il potere, della poltrona per la poltrona,  sia spezzoni di un’improbabile  sinistra in cerca d’autore: una riproduzione, insomma, su scala più ampia della variegata e variopinta coalizione che compone l’attuale amministrazione comunale di Palazzo San Giacomo.

Oggi – ha spiegato De Magistris – abbiamo deciso di mettere in campo un progetto politico, una coalizione civica di liberazione, un campo largo senza fili spintati attraverso l’attuazione di principi costituzionali contro l’onda nera di razzisti e fascisti. Da domani dobbiamo lavorare per darci un luogo, un metodo, un nome“. “Vogliamo costruire l’alternativa dal basso al governo più a destra della storia Repubblicana. Adesso, non possiamo più tornare indietro – ha aggiunto de Magistris –  Sono certo che saremo in grado di costruire un grande movimento che avrà come obiettivo quello di rimuovere ostacoli, che sarà pronto ad avere risultati importanti con l’obiettivo di costruire un’Europa dei popoli, dei diritti e delle uguaglianze. Un’Europa che dia forza soprattutto a chi non ce l’ha“.”Se da gennaio tutto questo accadrà- ha sottolineato De Magistris- ci potremo dire pronti per tutte le sfide elettorali, europee, comunali, regionali e nazionali. Siamo ormai pronti, il vento nero non ci piace e non passa da solo. Va sconfitto con l’opposizione sociale”. De Magistris ha dichiarato di essere “disposto a tutto, in campo non va più messo l’esercizio della resistenza, ma la vittoria attraverso l’attuazione dei principi costituzionali che invece vengono quotidianamente calpestati. Anche col governo del cambiamento- conclude- a cominciare dalla legge sulla sicurezza che non rende il Paese più  sicuro”. E torna ad attaccare il Movimento 5 Stelle, il vicepremier Luigi di Maio e il presidente della Camera Roberto FicoIl M5s ha una responsabilita’ storica e incancellabile: quella di aver fatto diventare maggioritario l’uomo piu’ a destra della storia repubblicana italiana”, Matteo Salvini – ha affermato – Non sara’ certo il ping pong Fico-Di Maio che potra’ far riacquistare il consenso. Da questo punto di vista dovremo fare una grande lotta, i primi provvedimenti purtroppo si inseriscono in questa scia nera e oscurantista“. E la fascia tricolore sferra un attacco duro a Robero Fico: “Caro presidente della Camera, ora ci devi spiegare perche’ a Roma e Torino non fai l’acqua pubblica. Te lo dico io perchè non la fai: perchè se nomini consulente Anzalone, a Roma l’acqua pubblica non la farai mai. Le mani vanno tenute pulite”.

Il primo cittadino partenopeo, oltre a sferrare inutili attacchi e alimentare polemiche di sapore elettorale,  non ha affrontato le questioni politiche vere,  non ha assunto, per esempio,  una posizione netta sui vincoli imposti dall’Unione Europea, il fiscal compact, le manovre all’insegna dell’austerità che vuole imporre la Commissione Europea, le lotte in Francia dei cittadini delle aree periferiche degradate.

 

POTERE AL POPOLO NON HA PARTECIPATO –  “Potere al Popolo! non poteva parlare, anche se non e’ un partito, ma un movimento esattamente come DEMA. Anche se siamo nati da solo un anno proprio come movimento sociale imperniato intorno alle Case del Popolo. Siamo stati considerati, da un soggetto politico che peraltro e’ al governo di una grande citta’, identici a chi e’ stato nel centrosinistra e solo fino pochi mesi fa era candidato con D’Alema e soci”. Lo spiega Potere al Popolo in una nota, motivando le ragioni dell’assenza oggi all’assemblea voluta da Luigi De Magistris a Roma per la costruzione di un fronte popolare e domocratico. “La settimana scorsa avevamo ricevuto, sulla mail personale della nostra portavoce Viola Carofalo, un invito a intervenire, e con piacere avevamo accettato. Purtroppo – spiega PAP- abbiamo saputo due giorni fa dagli organizzatori dell’evento che saremmo potuti intervenire non parlando come realta’ politica, ma solo raccontando qualche lotta in cui siamo impegnati come singoli militanti. I soli soggetti politici titolati a parlare sarebbero stati il coordinatore di DEMA all’inizio e De Magistris alla fine”. Durante l’assemblea “si e’ svelato l’arcano: i partiti c’erano. Non sono intervenuti i leader, che fanno tanto “sfigati della sinistra”, ma membri significativi di quei partiti “mascherati” nella veste di attivisti sociali. Capiamo che i vecchi partiti della sinistra si aggrappino a tutto perche’ per esistere devono eleggere e oggi De Magistris sembra un buon cavallo, ma a tutto c’e’ un limite. Com’e’ possibile che migliaia di militanti di quei partiti si trovino trascinati ancora una volta in un nuovo cartello senza che nessuno li interpelli? Avremmo detto questo se fossimo intervenuti: che bisogna rompere con le modalita’ della vecchia sinistra, partire non da appelli vaghi, leaderismi, candidature, ma dalle assemblee territoriali, dal lavoro a contatto con il blocco sociale, da processi democratici, da un programma chiaro e radicale. L’unita’ e’ certo un valore, ma non si fa cucendo un vestito da Arlecchino, dove sta insieme tutto e il contrario di tutto, affidandosi all'”uomo della provvidenza” di turno”, conclude la nota.

IL M5S CAMPANO SMENTISCE DE MAGISTRIS – Sono assolutamente destituite di ogni fondamento le voci che circolano su una presunta stampella M5S alla claudicante amministrazione targata Luigi De Magistris. Mai saremo al fianco del sindaco che ha sostituito più assessori che lampioni in bilico, che ha destituito in tempi da guinness validi amministratori della sua giunta per fare spazio a figure scendiletto, che ha fatto guadagnare a Napoli il titolo di “città zavorra” della Campania per una differenziata ancora ferma sotto la soglia del 30%, che ha tracciato una linea di demarcazione dalle periferie, che vivono di vita propria e del proprio degrado, e che ha fatto della capitale del Sud un unico eterno cantiere. Mai con l’uomo del fallimento di Anm, dei fondi sottratti a disabili e politiche sociali, dei parchi pubblici chiusi, delle aliquote comunali al massimo, dell’eterno cantiere di via Marina e del fallimento di Bagnoli Futura”. E’ quanto afferma in una nota Maria Muscarà, capogruppo M5S al Consiglio regionale della Campania.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest