Renzi contestato a Catania, scontri manifestanti-polizia: fermati 2 giovani

A protestare per le politiche del governo associazione partigiani, antagonisti, insegnanti e ambientalisti. Il premier: “Chi spacca tutto non ha in testa il futuro dell’Italia”

Erano un migliaio le persone a manifestare in corteo a Catania mentre dal palco della villa Bellini parlava il premier. In testa uno striscione con la scritta che ha dato il titolo all’iniziativa: “Cacciamo Renzi”. Alla fine dell’intervento per la Festa dell’Unità, il via agli scontri tra manifestanti e polizia, con due giovani fermati. i contestatori hanno lanciato pietre e bottiglie. Le forze dell’ordine hanno risposto con il lancio di un lacrimogeno. A protestare per le politiche del governo associazioni, Cobas, sindacati delle scuole, appartenenti ai movimenti No-Tav e No-Muos. L’Associazione nazionale partigiani d’Italia ha tenuto un volantinaggio con lo slogan “votare no alla riforma costituzionale per contare di più”. “Diciamo no al referendum – ribadisce l’Anpi di Catania – per evitare il potere di pochi o di uno solo e contro questa Europa dei poteri forti che non ci piace”. Nei giorni scorsi era stata rinviata per ragioni di ordine pubblico la partita di calcio in casa del Catania.

 

RENZI REPLICA A CONTESTATORE: “PROF TRASFERITI? ALTRO CHE VERGOGNA” – La protesta è arrivata anche a ridosso del palco. Ad un contestatore che interrompe il suo discorso, al grido di “vergogna” per la riforma della scuola, Renzi replica anche. “Altro che vergogna. Abbiamo assunto centomila persone – dice il premier – a cui lo Stato aveva detto vi do un incarico e poi se n’è stato fregato. Non è stato facile, alcuni hanno dovuto lasciare la loro Regione perché il bene della scuola non è dei professori, ma dei loro ragazzi”. “Vi propongo – aggiunge Renzi-: lavoriamo insieme per il tempo pieno, per gli asili al Sud, per fare dell’educazione la leva che solleva il mondo. Ma non si costruisce la rivoluzione come quella nel giro di un giorno”. Renzi se l’è presa con la protesta. “Chi fuori da qui con strumenti propri della cultura antagonista ha cercato di rovinarci la festa – afferma – si sappia che non rappresenta un ideale più avanzato di sinistra, la cultura antagonista è quella che storicamente è sempre stata il contrario della sinistra, ha sempre cercato di negare alla sinistra ragione e spazio di esistere. Quelli che contestano e spaccano tutto sono quelli che non hanno in testa il futuro dell’Italia”.

(Foto La Tecnica della scuola/Fb)

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