Il nuovo sondaggio Ixè mostra un vantaggio minimo per il Sì. Il No recupera terreno e gli indecisi possono decidere l’esito
Il referendum sulla riforma Nordio entra nella fase più delicata. Secondo l’ultimo sondaggio promosso dall’istituto Ixè, la distanza tra chi sostiene il Sì e chi è favorevole al No è ormai minima: 50,1% per il Sì contro 49,9% per il No, un margine di appena 0,2 punti percentuali che conferma un vero pareggio tecnico. Si tratta del dato più ristretto registrato finora, a testimonianza di un elettorato profondamente diviso.
Il sondaggio evidenzia inoltre una quota significativa di indecisi, pari a circa il 30% degli intervistati, e stima un’affluenza intorno al 61,5%, rendendo la partecipazione alle urne un fattore decisivo. In un contesto simile, ogni voto può fare la differenza, e la mobilitazione degli elettori diventa determinante per orientare il risultato finale.
Il fronte del No raccoglie consensi tra chi teme una possibile concentrazione di potere sulle nomine giudiziarie, con il rischio di compromettere l’indipendenza dei magistrati. Numerosi cittadini esprimono dubbi anche sugli effetti pratici della riforma: alcune modifiche potrebbero complicare invece di semplificare i processi, senza garantire benefici concreti e immediati. Molti elettori che scelgono il No sostengono la necessità di una maggiore cautela e di una riflessione più approfondita sui cambiamenti, per tutelare l’equilibrio tra i poteri dello Stato e la trasparenza del sistema giudiziario.
La riforma, promossa dal governo, resta al centro di un acceso dibattito politico e sociale. La complessità dei temi trattati spiega in parte l’elevata percentuale di indecisi: la scelta al referendum non riguarda solo un orientamento politico, ma anche valutazioni su equità, efficienza e autonomia del sistema giudiziario.
Con un margine così ridotto, gli analisti sottolineano che il risultato sarà influenzato non solo dalle convinzioni personali degli elettori, ma anche dalla capacità dei diversi schieramenti di informare, convincere e portare alle urne chi non ha ancora deciso. In queste settimane, il dibattito pubblico, le campagne informative e la partecipazione diretta degli elettori potrebbero risultare determinanti.
Il referendum Nordio, in definitiva, si conferma come un test importante non solo sulla riforma della giustizia, ma anche sul livello di attenzione e partecipazione civica dei cittadini. Ogni voto conterà e ogni elettore avrà la possibilità di incidere sul futuro equilibrio delle istituzioni.
Ciro Crescentini

