Referendum, nel M5S si allarga il fronte del No

Contro i tagli si schierano molti parlamentari pentastellati

Nel Movimento 5 Stelle iniziano ad emergere posizioni dissidenti con il taglio del numero dei parlamentari.Tanti pentastellati sono schierati a favore del No. “Sono contraria al taglio dei parlamentari”: a prendere posizione per il No al referendum è la deputata del M5s Elisa Siragusa. “Alcuni colleghi mi hanno scritto per attestarmi la loro stima – racconta – altri per dirmi che la pensano come me, anche se non si esporranno”. Siragusa spiega di aver votato a favore in Aula “perché nel Movimento devi votare come viene deciso dal partito. Il dissenso viene visto come un tradimento”. Tuttavia “i dubbi su questa riforma sono cresciuti votazione dopo votazione. Arrivati alla quarta lettura, con anche il Pd che votava a favore, ho pensato fosse giusto andare avanti e dare la parola finale ai cittadini. Infatti ho firmato per chiedere il referendum”. Sulla possibilità di uscire dal M5s, “non so cosa farò. Il sogno di Beppe Grillo era anche il mio sogno”, ma “i sogni svaniscono. Non posso negare di essere delusa”.Nel merito del referendum, “non sono contraria a una riduzione del numero dei parlamentari, ma così si riduce solo la rappresentatività e i parlamentari saranno più controllabili dal partito“, dichiara Siragusa. Inoltre “ci sono delle questioni tecniche, dove sono stati fatti errori marchiani”.Ad esempio “con una norma ad hoc il Trentino eleggerà più parlamentari di altre regioni, nonostante abbia un numero di abitanti inferiore. Non si capisce perché, con un milione di abitanti, debba avere 6 senatori, gli stessi della Calabria che però di abitanti ne ha il doppio”. Favorevole alle ragioni del No anche la collega pentastellata sarda Mara Lapia:”Da giurista dico che è un taglio alla rappresentanza, con Regioni che saranno fortemente penalizzate. Una riforma realizzata senza motivazioni strutturate. Si è operato come con la prescrizione: avevano promesso la riforma del processo penale e invece la stiamo ancora aspettando”. Non sono la sola a pensarla così. Mesi fa Emilio Carelli (responsabile comunicazione del Team del Futuro, ndr) fu contestato da molti parlamentari per il logo scelto per la campagna referendaria, ovvero la famosa forbice che ‘taglia’ la poltrona. Gli dissero di cambiare immagine, perché quel logo avrebbe dato un messaggio sbagliato ai cittadini. E io la penso così, perché non siamo dei poltronari, non siamo seduti su un trono”, dice Lapia, finita nel mirino degli haters dopo essersi schierata per il No: “Io ci ho messo la faccia e per questo ho subito insulti irripetibili sui social, da parte di alcuni membri del gruppo Facebook ‘Amici di Beppe Grillo in Sardegna'”. Andrea Vallascas e Andrea Colletti sono altri due ‘grillini per il No’. “Il vero problema è che la riforma è stata pensata e strutturata male. Il taglio dei parlamentari si doveva fare in altro modo, ovvero senza andare a ledere la rappresentatività del Parlamento”, ha spiegato nei giorni scorsi Colletti. Più ‘sfumata’ la posizione del senatore Gianni Marilotti (sardo anche lui), che alle urne barrerà la casella del Sì nonostante nutra perplessità sugli effetti della riforma: “Non farò una battaglia per il No, però dialogo con chi non voterà per il taglio, non li ritengo degli avversari a prescindere: sono aperto a una discussione critica. Ridurre i parlamentari è anche giusto, il problema è come lo si fa – afferma Marilotti – Bisogna rispettare alcune garanzie, prima fra tutte la rappresentanza territoriale“.

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