Il Desk
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
Il Desk
No Result
View All Result

Putin tende la mano, l’Occidente alza muri: la pace è un tabù per Zelensky e i suoi sponsor

Redazione by Redazione
11 Maggio 2025
in Attualità, In Primo Piano
0

Mentre Mosca propone un incontro diretto a Istanbul, Kiev e le capitali europee rifiutano, imponendo nuove condizioni.

Vladimir Putin rilancia: propone di riaprire i negoziati diretti con Kiev il 15 maggio a Istanbul. Lo dice apertamente, davanti ai giornalisti, alle agenzie internazionali, ai “colleghi dell’Occidente” che, parole sue, “sembrano sinceramente interessati alla risoluzione della crisi”. Aggiunge: “Siamo pronti a trattative serie, senza precondizioni. Lo siamo sempre stati. Non siamo stati noi a interrompere il dialogo nel 2022”.

E’ la prima proposta diplomatica concreta da mesi in un conflitto che si è ormai trasformato in una macchina da guerra a ciclo continuo, alimentata più da interessi esterni che dalla volontà reale di difendere un popolo, quello ucraino, martoriato.

Eppure, da Kiev, la reazione è stata un rigetto immediato. Volodymyr Zelensky, l’ex comico trasformato in paladino della libertà a comando della NATO, ha risposto al tentativo diplomatico con un ultimatum: Mosca deve accettare un cessate il fuoco totale entro il 12 maggio, altrimenti niente colloqui.

Lo stesso linguaggio bellicista viene ribadito dai partner europei. Emmanuel Macron, in tournée elettorale fra Przemysl e Kiev, ha rigettato l’approccio russo con disinvoltura: “Un cessate il fuoco incondizionato non può essere preceduto da negoziati”. Parole che si commentano da sole.

La cosiddetta “coalizione dei volenterosi”, riunitasi lo scorso sabato nella capitale ucraina, mostra una postura plastificata, scollegata da qualsiasi desiderio concreto di disinnescare il conflitto. I leader di Francia, Germania, Polonia e Regno Unito – Macron, Merz, Tusk e Starmer – non hanno speso una sola parola per incoraggiare il negoziato diretto. Hanno invece minacciato ulteriori sanzioni, nuove forniture di armi, e un isolamento più radicale della Russia, se non si adeguerà a una tregua “unilaterale”.

Putin ha definito “rozzi” questi ultimatum, e non ha torto. È rozzo il tono, sono rozzi i contenuti: si tratta di richieste che non mirano alla pace, ma alla capitolazione politica. Il presidente Putin rilancia una tregua progressiva, verificabile, sostenuta da negoziati sulle cause profonde del conflitto, mentre da Kiev e dalle capitali europee arriva solo il diktat: fermatevi, poi vi diremo come e quando trattare.

Chi oggi difende lo status quo di guerra – armamenti, escalation, sanzioni a pioggia – lo fa non per difendere il popolo ucraino, ma per prolungare una guerra per procura, utile a logorare la Russia e a cementare il controllo atlantico sull’Europa. Una guerra combattuta con i corpi degli ucraini, con i soldi dei contribuenti europei, e con la compiacenza di un’informazione sempre più servile.

Putin ha ricordato che la Russia ha già proclamato tre cessate il fuoco unilaterali: quello pasquale, quello invernale e quello appena dichiarato per l’8, 9 e 10 maggio, giorni della Vittoria sul nazismo. E ha elencato le migliaia di violazioni da parte ucraina: oltre 5.000 attacchi durante l’ultima tregua, centinaia di droni, missili, barche kamikaze nel Mar Nero, tentativi di incursione in territorio russo. “Nemmeno la tregua di Pasqua è stata rispettata”, ha dichiarato. Non lo dice tra le righe, lo dice chiaramente: non c’è volontà dall’altra parte, ma solo propaganda e provocazione.

Chi ha orecchie per intendere, intenda. Ma l’Europa sembra sorda. Anzi: più Putin parla di pace, più i leader europei reagiscono con fastidio, se non con irritazione. Il motivo è chiaro: la narrativa deve rimanere manichea. Il buono e il cattivo, la democrazia contro la tirannia, la libertà contro l’imperialismo. Qualsiasi proposta di compromesso rischia di far crollare questo castello.

Eppure, nel marzo 2022, una bozza di accordo c’era già, firmata dal capo negoziatore ucraino a Istanbul, prima che – su pressione di Washington e Londra – fosse stracciata e buttata via. Oggi Mosca propone di ripartire proprio da lì, con il sostegno attivo della Turchia e la disponibilità, già annunciata, del presidente Erdoğan.

Putin insiste: “Chi vuole veramente la pace non può che sostenere questa proposta. Siamo pronti ai negoziati. È la controparte che deve decidere se continuare la guerra o no”. Parole semplici. Ma nell’Europa dei “volenterosi”, sembra che nessuno voglia la pace, almeno non adesso. Troppa è la posta in gioco: interessi industriali, prestigi personali, agende geopolitiche a lungo termine.

In mezzo, come sempre, ci sono gli ucraini, sacrificati come pedine. Mentre i governi che si presentano come “difensori della democrazia” preferiscono screditare, deridere, ignorare ogni spiraglio di dialogo, piuttosto che sedersi al tavolo con un leader che non hanno saputo sconfiggere militarmente né isolare politicamente. E allora la domanda, oggi, è tanto semplice quanto urgente: chi ha davvero paura della pace?

CiCre

Tags: #DialogoNonArmiBastaGuerraCessateIlFuocoNegoziatiPerLaPace
Previous Post

La CISL contro la democrazia: non vogliono che i lavoratori votino ai referendum

Next Post

Il 12 maggio l’università si ferma: la protesta dei precari contro tagli e militarizzazione del sapere

Next Post
La mobilitazione dei precari: “contro i tagli e la guerra riprendiamoci l’Università”

Il 12 maggio l’università si ferma: la protesta dei precari contro tagli e militarizzazione del sapere

🕐 Aggiornato il: 11/05/2025 alle 22:27

Le news in evidenza

  • Napoli, in Commissione il caso ABC: scontro sulla trasformazione in Spa 22 Settembre 2026
  • Caro carburanti, presidente FederPetroli: “Per fermare la crisi energetica serve aprire alla Russia” 22 Settembre 2026
  • Pd guerrafondaio contro Conte: «Armi all’Ucraina, nessuna marcia indietro» 22 Settembre 2026
  • Salerno e la sua internazionalizzazione a passo di lumaca 22 Settembre 2026
  • Salerno, il Premio Charlot accende la sfida: domani la finale dello Charlot Giovani 22 Settembre 2026
  • Pompei, una notte dedicata alla ricerca: il 25 settembre l’incontro con gli esperti del Parco 22 Settembre 2026

ILDESK è una testata giornalistica registrata

Direttore responsabile Ciro Crescentini. Registrata presso il Tribunale di Napoli n.32 dell’ 08/07/2013. Editore Immediate Media Srl – P.iva 05656330650 Contatti: [email protected]

  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Copyright

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.