Il presidente russo accusa l’Europa di evocare il rischio di una guerra con Mosca e annuncia il rafforzamento della difesa aerea
Nel giorno dell’apertura delle elezioni legislative russe, Vladimir Putin torna a rivolgere dure accuse all’Occidente e all’Unione Europea. Il presidente russo sostiene che Bruxelles alimenti il timore di un possibile conflitto con Mosca nel tentativo di preservare la propria immagine politica e accusa i Paesi occidentali di utilizzare gli ucraini come «carne da cannone».
Secondo Putin, inoltre, il sentimento espresso dagli elettori europei sarebbe contrario a un confronto militare diretto con la Russia. «gli elettori europei hanno chiarito che non vogliono guerra con la Russia», ha dichiarato il capo del Cremlino.
Le dichiarazioni sono arrivate durante una riunione della Commissione militare-industriale, nella quale Putin ha annunciato nuovi interventi per potenziare le capacità russe di difesa aerea e spaziale. Il progetto arriva anche dopo le recenti dichiarazioni di Donald Trump sulle capacità militari statunitensi nello spazio. «La chiave del nuovo Programma di Stato sarà il miglioramento del sistema di difesa aerea. Esso dovrà garantire la distruzione di qualsiasi arma d’attacco aerea e spaziale», ha affermato Putin.
Elezioni sotto l’ombra della guerra
Il voto per il rinnovo della Duma si articola in tre giornate e si svolge mentre prosegue il conflitto in Ucraina. Nelle ore precedenti all’apertura dei seggi, il ministero della Difesa russo ha comunicato l’abbattimento di 629 droni ucraini diretti contro diverse aree del Paese.
Gli attacchi avrebbero interessato 14 regioni russe, compresa l’area di Mosca, oltre alla Crimea occupata e alle acque del Mar Nero e del Mar d’Azov. Le autorità locali hanno riferito di vittime e feriti: nella regione di Kursk, al confine con l’Ucraina, una persona è morta e altre tre sono rimaste ferite. Un’altra vittima è stata segnalata nella parte della regione di Zaporizhzhia sotto controllo russo.
Per la prima volta, inoltre, le elezioni legislative vengono organizzate anche nelle quattro regioni ucraine parzialmente occupate dalle forze russe e successivamente annesse da Mosca dopo i referendum del 2022, non riconosciuti dall’Ucraina e da gran parte della comunità internazionale.
Nonostante il contesto bellico, le operazioni elettorali si sono svolte senza particolari interruzioni in gran parte del territorio russo. Un’eccezione si è verificata a Sochi, sul Mar Nero, dove il voto è stato sospeso per circa un’ora e mezza a causa di un attacco con droni. Membri delle commissioni elettorali, osservatori e cittadini presenti nei seggi sono stati costretti a raggiungere i rifugi.
Mosca convoca il rappresentante britannico
Sempre nella giornata di apertura del voto, il ministero degli Esteri russo ha convocato l’incaricato d’affari del Regno Unito. Al centro dell’incontro vi sono state le forniture militari britanniche destinate all’Ucraina. Mosca ha espresso una dura protesta per quella che definisce la prosecuzione dell’invio di droni e altre armi a Kiev e ha fatto sapere di riservarsi la possibilità di adottare misure di ritorsione, richiamando il proprio diritto all’autodifesa.
Le autorità russe hanno inoltre ribadito che eventuali strutture militari britanniche presenti in Ucraina e impiegate per operazioni contro il territorio russo verrebbero considerate obiettivi militari legittimi. Il governo di Mosca ha quindi attribuito a Londra la responsabilità di eventuali ulteriori conseguenze legate all’escalation.
Putin vota online, Medvedev al seggio
Durante la prima giornata delle consultazioni, Putin ha espresso il proprio voto attraverso il sistema online. Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, si è invece recato personalmente al seggio. Dopo aver votato, Medvedev ha collegato direttamente la partecipazione elettorale alla guerra in corso, dichiarando: «Chiunque prenda parte al voto – ha affermato – contribuisce a rendere più vicina la vittoria sul nemico».
Le elezioni proseguiranno per altre due giornate, in un clima segnato dalla guerra e dalle tensioni tra Mosca, Kiev e i governi occidentali.
Ciro Crescentini
