Secondo il presidente russo, i paesi europei e la Nato contribuiscono a prolungare il conflitto in Ucraina.
Nel corso di un incontro esteso del Consiglio del Ministero della Difesa, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha tracciato un bilancio netto dell’ultimo anno di operazioni militari, respingendo con decisione l’idea che la Russia rappresenti una minaccia per l’Europa. Secondo il capo del Cremlino, tale narrazione è infondata: “Le affermazioni secondo cui la Russia rappresenta una minaccia per l’Europa sono una menzogna, un’assurdità, semplicemente un’assurdità”.
Il presidente ha descritto il 2024 come un passaggio decisivo nel raggiungimento degli obiettivi dell’operazione militare speciale in Ucraina, ricordando che “oltre trecento insediamenti sono stati liberati”, sottolineando come questi risultati confermino che le forze armate russe “hanno vinto e mantengono saldamente l’iniziativa strategica lungo tutta la linea del fronte. Le nostre truppe avanzano con sicurezza e schiacciano il nemico”.
Vladimir Putin ha ribadito che la Russia resta aperta a una soluzione negoziata del conflitto, ma ha avvertito che “se il nemico e i suoi sponsor occidentali rifiutano di impegnarsi in colloqui concreti, la Russia otterrà con mezzi militari la liberazione delle sue terre storiche”.
In linea con questa impostazione, il ministro della Difesa Andrei Belousov ha annunciato che l’offensiva proseguirà anche nel prossimo anno: “Il compito chiave per il prossimo anno è mantenere e aumentare i ritmi dell’offensiva raggiunti”. Secondo Andrei Belousov, l’atteggiamento dell’Europa e della Nato “prepara il terreno per una continuazione del conflitto nel 2026”.
Sul piano militare, Vladimir Putin ha confermato l’imminente entrata in servizio operativo del sistema missilistico a medio raggio Oreshnik, dotato di capacità ipersoniche: “Anche il sistema missilistico a medio raggio Oreshnik con missile ipersonico entrerà in servizio operativo entro la fine dell’anno”. Il missile può trasportare testate multiple, convenzionali o nucleari, e la sua produzione in serie è già stata avviata. Alcune infrastrutture per il suo dispiegamento sono già state predisposte anche in Bielorussia.
Nel suo intervento, Vladimir Putin ha criticato l’Occidente, accusandolo di aver puntato fin dall’inizio su un rapido indebolimento della Russia: “Tutti credevano che in un breve periodo di tempo avrebbero distrutto e fatto crollare la Russia”. Rivolgendosi all’Europa, ha aggiunto: “Gli europei si sono uniti alla politica della precedente amministrazione americana di Joe Biden nella convinzione che la Russia sarebbe crollata e nella speranza di trarne vantaggio. Sembravano dei porcellini che credevano che tutto sarebbe andato secondo i loro piani”.
Guardando al futuro, il presidente ha ribadito la sua convinzione che l’Europa tornerà inevitabilmente al dialogo con Mosca: “Mosca è pronta a negoziare e risolvere tutte le questioni. L’amministrazione degli Stati Uniti sta dimostrando tale disponibilità. Stiamo dialogando con loro. Spero che lo stesso accada con l’Europa. È improbabile che ciò sia possibile con le attuali élite politiche. Ma in ogni caso, sarà inevitabile man mano che continuiamo a rafforzare la nostra posizione. Se non con gli attuali politici, allora con un cambiamento nelle élite politiche in Europa”.
Nel messaggio complessivo emerso dalla riunione, Vladimir Putin ha voluto trasmettere l’immagine di una Russia forte e determinata, capace di difendere i propri interessi e, allo stesso tempo, pronta a promuovere relazioni di cooperazione basate sul rispetto reciproco con l’Europa.
Alma

