Il movimento “Blocchiamo tutto” mobilita cittadini e lavoratori da nord a sud
In tutta la Francia, oggi mercoledì 10 settembre, circa 250 mila persone hanno partecipato a oltre 430 manifestazioni e azioni di protesta, secondo i dati del Ministero dell’Interno e della CGT. Dalle scuole agli ospedali, dai cancelli delle fabbriche fino alle principali arterie stradali, cittadini, lavoratori e attivisti hanno dato vita a una mobilitazione diffusa e determinata contro le politiche di austerità del governo Macron.
Il movimento, nato spontaneamente sui social network con lo slogan “Blocchiamo tutto”, ha assunto rapidamente un carattere nazionale, attirando l’adesione di sindacati come CGT, Solidaires e FSU, e il sostegno di partiti di sinistra come La France Insoumise.
Un fronte diviso tra protesta e repressione
Mentre alcune confederazioni sindacali come CFDT, FO, CFTC e CFE-CGC hanno preferito mantenere una posizione più prudente, evitando un appoggio diretto all’iniziativa, altre come CGT hanno espresso soddisfazione per la riuscita delle azioni. Tuttavia, il governo ha condannato duramente l’iniziativa.
Il nuovo ministro dell’Interno Bruno Retailleau, succeduto a Gérald Darmanin, ha dichiarato che il movimento è stato “drogato da frange estremiste dell’ultrasinistra”, e ha cercato di dividere il Paese tra “la Francia dei blocchi e quella del coraggio”.
La sinistra esulta, si prepara il 18 settembre
Per il leader de La France Insoumise Jean-Luc Mélenchon, la giornata del 10 settembre rappresenta un “successo popolare”, caratterizzato da forme di lotta non convenzionali, auto-organizzate e meno prevedibili rispetto alle consuete marce sindacali.
Intanto, i sindacati si preparano a una nuova mobilitazione unitaria prevista per giovedì 18 settembre, che potrebbe segnare una tappa fondamentale nel confronto con il nuovo esecutivo, guidato ora da Sébastien Lecornu al posto di François Bayrou.
CiCre
