Processo Ruby, morta la teste Imane Fadil: si indaga per omicidio

La modella marocchina era una delle testimoni chiave sulle “cene eleganti” di Arcore. Prima di spirare in ospedale aveva detto ai familiari:  “Mi hanno avvelenata”. Gli esami: “Mix di sostanze radioattive”

“Mi hanno avvelenato”. Così aveva detto, in una telefonata dall’ospedale ai familiari e agli avvocati, la modella marocchina Imane Fadil, una delle testimoni chiave del processo Ruby Ter. La 34enne il primo marzo è morta, e la procura di Milano ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di omicidio. La donna era ricoverata dal 29 gennaio all’Humanitas di Rozzano. E gli esiti tossicologici, in attesa dell’autopsia, sembrano confermare la pista investigativa: a uccidere Imane Fadil sarebbe stato un “mix di sostanze radioattive”, affermano all’Ansa fonti della procura. Due mesi fa la donna, partecipante alle “cene eleganti” di Arcore, aveva chiesto di costituirsi parte civile, nel processo che vede Silvio Berlusconi tra gli imputati per corruzione in atti giudiziari. La richiesta però era stata rigettata dai giudici.

 

 

LA GRANDE ACCUSATRICE DI BERLUSCONI. La modella era diventata una delle tre “grandi accusatrici” di Berlusconi, con Ambra Battilana e Chiara Danese. Nei suoi verbali, si parlava di una riunione ad Arcore del gennaio 2011, convocata per “concordare quanto avrebbero dovuto dire in Procura o in Tribunale le ragazze” che “Berlusconi avrebbe pagato” con “soldi e beni”. Una presunta strategia concordata dopo le perquisizioni della Procura, dalle quali era esploso il caso Ruby. Imane Fadil aveva anche sostenuto che un’altra “olgettina”, Iris Berardi, avrebbe voluto come Karima El Mahroug “gli stessi soldi”, ossia 5 milioni. E aveva raccontato ai magistrati pure di un siriano, “che diceva di essere amico di Berlusconi e mi propose di andare a un incontro nella villa dell’ex premier per avere dei soldi”.

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