Panama Papers, cade la prima testa: si dimette premier islandese. Spunta il tesoro Le Pen

Sigmundur Gunnlaugsson coinvolto nello scandalo dei paradisi fiscali

E’ la prima vittima, si fa per dire, dei Panama Papers”. Si è dimesso il premier islandese Sigmundur Gunnlaugsson, coinvolto nello scandalo dei paradisi fiscali. Poco prima aveva chiesto lo scioglimento del Parlamento, ma il presidente Olafur Ragnar Grimsson l’aveva respinto.

Intanto in Francia, stretti collaboratori di Marine Le Pen sono accusati di aver messo in piedi “un sistema offshore sofisticato” nell’ambito di Panama Papers. Ma secondo Le Monde, la vicenda coinvolge anche il patriarca Jean-Marie Le Pen. Una parte della ricchezza nota come “il tesoro” del fondatore del Front National sarebbe stata dissimulata attraverso la società offshore Balerton Marketing Limited, creata nei Caraibi nel 2000. Banconote, lingotti, monete d’oro, intestati al prestanome Gerald Gerin, ex maggiordomo di Jean-Marie e della moglie Jany.

Inoltre si aggrava la posizione di David Cameron. La stampa rivela che il defunto padre Ian Cameron avrebbe dirottato fin dal 1982 ingenti somme di denaro in Centro America, facendo ruotare in seno al board della sua società – la Blairmore Holdings – decine di prestanome caraibici. Uno schema attraverso il quale avrebbe nascosto per decenni al fisco britannico le sue fortune di broker della finanza. Il primo ministro replica: “Non ho azioni, né conti offshore, ne fondi offshore”.

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