Riceviamo e pubblichiamo integralmente
L’attivismo civico torna a farsi sentire nelle piazze italiane. L’associazione culturale “Schierarsi” ha già raggiunto circa 200 mila firme, una vera mobilitazione nazionale per chiedere il referendum abrogativo contro il finanziamento pubblico ai giornali. Occorre però raggiungere l’obiettivo di 500 mila firme.
Gli attivisti hanno catturato l’attenzione dei passanti spiegando le ragioni di una battaglia che definiscono “storica e non più rimandabile”.
Al centro della campagna c’è lo slogan ben visibile sui manifesti del banchetto: “STOP FINANZIAMENTO PUBBLICO AI GIORNALI”. Secondo i promotori dell’iniziativa, l’attuale sistema di sussidi statali rischierebbe di minare l’indipendenza della stampa, creando un legame troppo stretto tra il mondo dell’informazione e il potere politico.
“Vogliamo un’editoria che si sostenga grazie alla fiducia dei lettori e alla qualità del proprio lavoro, non tramite i soldi dei contribuenti”, spiegano alcuni attivisti presenti sul posto.
L’iniziativa punta a unire la capillarità del territorio con la modernità degli strumenti digitali. Per raggiungere il quorum di firme necessario a richiedere il referendum, l’iniziativa si sta muovendo su due binari: I banchetti fisici: capillarmente distribuiti nelle principali città italiane, dove i cittadini possono firmare in presenza sui moduli ufficiali.
La firma online: tramite un codice QR presente sui manifesti o sul sito bastasoldiaigiornali.it i cittadini possono accedere direttamente alla piattaforma digitale per sottoscrivere la richiesta tramite SPID o CIE, facilitando la partecipazione anche ai più giovani.
Una campagna fatta senza l’aiuto di nessun media, zero TV, ma l’affluenza e l’interesse registrati in questo primo mese ha già decretato un successo, oltre 200 mila firme, confermando che il tema della trasparenza e della gestione dei fondi pubblici sia particolarmente sentito dall’opinione pubblica in maniera trasversale.
Nei prossimi giorni sono previsti nuovi appuntamenti in tutta Italia. Per votare basta andare su bastasoldiaigiornali.it
Giuseppe Capotosto

