Il movimento sollecita un’ordinanza regionale per fermare le attività più pesanti durante le fasce orarie a rischio
Con l’arrivo delle alte temperature e il crescente rischio legato alle ondate di calore, Potere al Popolo ha chiesto alla Regione Campania di intervenire rapidamente per garantire maggiori tutele ai lavoratori esposti alle condizioni climatiche più difficili.
Attraverso una Pec indirizzata al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico e all’assessorato competente in materia di lavoro, il movimento ha sollecitato l’emanazione di un’ordinanza che preveda la sospensione delle attività lavorative più pesanti durante le ore centrali della giornata, quando il caldo raggiunge i livelli più elevati.
L’iniziativa prende spunto dalle misure adottate già lo scorso anno. Con l’ordinanza presidenziale n. 1 del 18 giugno 2025, infatti, era stato introdotto il divieto di svolgere attività nei comparti agricolo ed edile tra le 12,30 e le 16. Secondo Potere al Popolo, tuttavia, occorre rafforzare gli strumenti di tutela per evitare che la salvaguardia della salute si traduca in conseguenze economiche per i lavoratori o in un allungamento delle giornate lavorative.
«La salute non può essere messa a rischio dal profitto o dalla burocrazia. Chiediamo un tavolo di confronto immediato con la Regione e gli organi di controllo locali per evitare che il peso di questa emergenza ricada, ancora una volta, solo sulle spalle dei lavoratori», ha dichiarato Giuliano Granato, portavoce nazionale di Potere al Popolo.
Nel dettaglio, il movimento avanza tre richieste principali. La prima riguarda l’interruzione delle attività nei settori maggiormente esposti, con il blocco del lavoro fisico svolto all’aperto o in ambienti privi di adeguata climatizzazione durante le fasce orarie più calde.
La seconda proposta punta a facilitare l’accesso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO), prevedendo strumenti specifici che consentano di coprire le ore di fermo imposte dalle condizioni climatiche.
Infine, Potere al Popolo chiede che non vengano imposti recuperi delle ore non lavorate attraverso il prolungamento dei turni oltre quanto stabilito dai contratti nazionali, evitando così ulteriori aggravamenti delle condizioni di lavoro.
L’obiettivo, sottolinea il movimento, è garantire che l’emergenza climatica venga affrontata senza scaricare sui lavoratori i costi economici e organizzativi delle misure necessarie per la loro sicurezza.
Ciro Crescentini

