90 dipendenti vittime di demansionamenti e pressioni, assunzioni interinali sospette e silenzio istituzionale
A Napoli, ancora una volta, i lavoratori di Napoli Servizi, azienda partecipata del Comune, subiscono violazioni gravi dei propri diritti. L’ennesimo attacco si concretizza attraverso un accordo scellerato sottoscritto dai sindacati aziendali Cgil, Uil e sigle autonome, a cui non hanno aderito Usb e Cisl.
Sulla base di questo accordo, l’azienda tenta di imporre fantomatiche visite mediche e il trasferimento coatto di circa 90 dipendenti – tutti provenienti dalla partecipata Napoli Sociale – presso le postazioni di guardiania. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che finora hanno assistito alunni disabili e svolto anche compiti di bidelleria, oggi forzati in mansioni completamente estranee, con ritmi pesanti e turni gravosi. Un atto vessatorio pensato per costringerli a firmare atti transattivi e rinunciare alle cause legali in corso, che già li hanno visti vincitori davanti al tribunale del lavoro e alla Corte di Cassazione.
Nonostante le sentenze prevedano chiaramente il riconoscimento del 4° livello e il pagamento degli arretrati, Napoli Servizi continua a ignorarle, dimostrando disprezzo assoluto per la legge e i diritti dei lavoratori.
Nel frattempo, l’azienda ha assunto circa venti persone tramite agenzie interinali, senza criteri chiari. Secondo alcune indiscrezioni da Palazzo San Giacomo, si tratterebbe di figli e parenti di sindacalisti e politici, trasformando l’azienda in un feudo elettorale. Fioccano le denunce.
Questa mattina, le lavoratrici e i lavoratori vittime dei soprusi si sono recati alla Guardia di Finanza, presentando un’articolata denuncia. Silenzio assordante dai consiglieri comunali – in particolare da qualche consigliere comunale e regionale che è anche dipendente di Napoli Servizi – e dal sindaco Gaetano Manfredi, che non ha ancora preso posizione.
Il quadro è chiaro: un’azienda partecipata dove legalità e diritti dei lavoratori vengono calpestati sistematicamente, con trasferimenti forzati, demansionamenti e favoritismi politici. Un attacco diretto alla dignità dei lavoratori e un monito inquietante sullo stato della gestione pubblica a Napoli.
Ciro Crescentini

