Napoli, Pizza Village: segnalati casi di  lavoro nero e sfruttamento manodopera

Inerzia del Comune, Regione e Città metropolitana, enti patrocinanti dell’evento 

Segnalazioni di lavoro nero e sfruttamento di manodopera a Pizza Village, il cosiddetto grande evento iniziato ieri a via Caracciolo di Napoli. Iniziativa patrocinata da Regione, Comune e Città Metropolitana, istituzioni pubbliche. Un evento che coinvolge consorzi e decine di pizzerie napoletane e campane.  Decine di persone sarebbero  state ingaggiate come camerieri, baristi, aiuti pizzaioli senza alcuna tutela e con paghe irrisorie rispetto all’orario di servizio. “Alcune pizzerie fanno lavorare i propri dipendenti per 8 ore con una retribuzione che non supera i 30 euro a sera. Siamo stanchi di dover accettare questi lavori senza alcun diritto” – spiega un aiuto pizzaiolo che preferisce rimanere anonimo per ovvie ragioni. Questi eventi, queste attività dovrebbero garantire un salario dignitoso al territorio e non utilizzare i giovani come manovalanza per garantire  esclusivamente il profitto ai titolari di pizzerie senza scrupoli. Illegalità che andrebbero combattute con grande severità, anche per difendere il lavoro di quegli imprenditori che  valorizzano l’impegno del proprio personale, subendo la concorrenza sleale di chi, infrangendo le leggi, ha dei costi aziendali minori e può offrire alla clientela prezzi molto più vantaggiosi. “Chiediamo l’intervento dell’ispettorato del lavoro e della guardia di finanza – aggiunge il lavoratore – Necessari controlli incrociati e scrupolosi, tanti si stanno arricchendo sulla pelle di decine di ragazzi”.  Controlli e vigilanza che spettano anche al Comune di Napoli, la Regione Campania e Città Metropolitana,  istituzioni pubbliche che hanno patrocinato l’evento. Invece, gli esponenti istituzionali hanno preferito utilizzare Pizza Village per esibirsi o fare propaganda.

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