Si sono registrati – racconta – diversi roghi ed incidenti in tanti punti della città. Quarteri Spagnoli, Forcella, Sanità, Salvator Rosa, Mergellina, Corso Garibaldi. Nel Rione Sanità, a Piazza San Gaetano, oltre 100 ragazzi hanno appiccato il fuoco ad un cippo alto almeno 4 metri.
Momenti di tensione a Napoli e provincia per i cippi di di Sant’Antonio Abate, la tradizione celebrata nella notte del 17 gennaio che consiste nell’appiccare il fuoco a grandi cataste di legno, molto spesso abeti di Natale che vengono prelevati e in alcuni casi rubati da ragazzini.
Eloquente la denuncia del parlamentare dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli che ha assistito in diretta e documentato momenti di follia. “A Napoli stanotte è stata “guerriglia urbana”. Ci sono stati, riferisce Borrelli, roghi in più punti della città, lanci di sassi, bottiglie di vetro, bombe carta. E ancora, sassaiole contro i vigili del fuoco e forze dell’ordine con gazzelle dei carabinieri danneggiate. Per Borrelli, altro che decreti sicurezza, ci vorrebbero in città “i carri armati”.
“Si sono registrati – racconta – diversi roghi ed incidenti in tanti punti della città. Quarteri Spagnoli, Forcella, Sanità, Salvator Rosa, Mergellina, Corso Garibaldi. Nel Rione Sanità, a Piazza San Gaetano, oltre 100 ragazzi hanno appiccato il fuoco ad un cippo alto almeno 4 metri. Le bande hanno voluto mettere in chiaro il loro potere sfidando le Istituzioni a colpi di sassi e lanci di bottiglie di vetro e bombe carta. Infatti diverse sassaiole contro i Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine sono avvenute proprio alla Sanità, a Chiaia alla Torretta, a via Salvator Rosa. Alcune gazzelle dei carabinieri sono rimaste danneggiate e con i vetri frantumati“. “E’ stata una sconfitta delle Istituzioni”– dichiara il deputato di alleanza Verdi-Sinistra che nel corso della nottata, su segnalazione dei cittadini, ha denunciato pubblicamente quel che stava accadendo e si è recato sui luoghi delle devastazioni e guerriglie urbane.
“La città è stata posta sotto assedio da un gruppo di ragazzini che si erano coordinati tramite social. Un assalto frontale, una sfida allo Stato della quale avevo avvertito i vertici dello Stato e delle forze dell’ordine ma è stato deciso di non dare una risposta forte, non so perchè” – ha sottolineato ancora Borrelli
Su quanto successo stanotte, dai Carabinieri si è appreso che durante il servizio mirato proprio ad evitare l’accensione di fuochi in occasione della festività di Sant’Antonio, alcuni sconosciuti hanno lanciato delle pietre che hanno danneggiato la carrozzeria delle gazzelle presenti. Per fortuna, non ci sono stati feriti. Mentre la Questura riferisce che in tre giorni, con la collaborazione dell’Asia, Azienda di igiene urbana di Napoli, sono state sequestrate oltre 30 tonnellate di legname. Sul campo sono stati impiegati complessivamente oltre 300 operatori delle diverse forze di polizia. Per la giornata di oggi è stato previsto all’interno della centrale operativa della Questura un gruppo interforze per fronteggiare eventuali emergenze. Un servizio ad hoc era stato organizzato nella giornata di ieri dagli uomini della Polizia locale di Napoli avevano effettuato sei interventi sul territorio rimuovendo ingenti quantità di materiali, scoprendo in particolare, un consistente accumulo di legname, masserizie e alberi accatastati che avrebbero dovuti essere bruciati. In alcune zone erano state occultate pedane in legno e alberi di pino. Sulle violenze della scorse è intervenuto il sottosegretario all’Interno con delega ai Vigili del Fuoco Emanuele Prisco: “Un ennesimo atto di violenza a forze dell’ordine e vigili del fuoco ieri: a Napoli gruppi di ‘baby gang’ hanno assaltato prima i vigili del fuoco, impegnati nello spegnimento di un incendio e successivamente hanno lanciato sassi e bastoni contro le forze dell’ordine intervenute. I Corpi dello Stato non possono continuare a lavorare nella paura e questi criminali non possono rimanere impuniti. È sempre più urgente accelerare sull’approvazione del Ddl Sicurezza per tutelare adeguatamente le forze dell’ordine e punire severamente questi criminali”.
“E’ la morte dello Stato che consegna le chiavi della città ai delinquenti. Le forze dell’ordine, che comunque ringraziamo, hanno fatto quel che hanno potuto ma la verità è che sono in sotto numero mentre c’è sovrabbondanza di teppisti e giovani criminali e fermarli tutti attualmente è impossibile. Dall’altra parte c’è evidentemente un certo timore nell’affrontare queste bande trattandosi soprattutto di minorenni. Quindi la situazione è questa: servono nuovi agenti sul territorio e un cambio di paradigma, se non si è determinati molto presto non sarà più possibile porvi rimedio. La questione poi non deve limitarsi alla notte del cippo ma occorre fare un lungo e profondo lavoro per smantellare la cultura criminale che porta troppi giovani a seguire la strada dell’illegalità. Lo Stato mostri la sua presenza investendo anche sulla prevenzione parola che sembra essere scomparsa dal vocabolario del governo”, conclude Borrelli.
